Giulianova, il Comune respinge la richiesta di far tornare il pubblico in consiglio

31 Agosto 2021

Non è possibile, almeno a Giulianova, consentire la presenza del pubblico durante i consigli comunali. Lo ha reso noto ieri il presidente dell’assise civica Paolo Vasanella (nella foto), che aveva...

Non è possibile, almeno a Giulianova, consentire la presenza del pubblico durante i consigli comunali. Lo ha reso noto ieri il presidente dell’assise civica Paolo Vasanella (nella foto), che aveva fatto sua la richiesta avanzata dal capogruppo de “Il Cittadino governante” Franco Arboretti. Il consigliere aveva manifestato l’urgenza di tornare allo svolgimento delle sedute a porte aperte e lo aveva fatto prima pubblicamente, durante uno degli ultimi consigli, poi per via ufficiale, attraverso un’istanza protocollata. Il presidente Vasanella ha preso atto della necessità del consigliere e si è attivato, consultando, in merito, Gianpaolo Politi, responsabile del servizio di prevenzione e protezione del Comune. «L’amministrazione comunale non ha nulla in contrario, per quanto concerne le sedute con pubblico in sala», spiega lo stesso Vasanella, «il problema, come si evince chiaramente dal responso del dottor Politi, non è ideologico, ma sanitario. Nella nota ricevuta, e inoltrata anche al consigliere Arboretti, si fa presente che il sopralluogo condotto dallo staff tecnico del servizio di prevenzione e protezione, ha evidenziato in sala consiliare criticità funzionali, con il conseguente rischio che potrebbero causare eventuali assemblee allargate. Risulta peraltro evidente che l’attività del consiglio comunale debba essere garantita nel rispetto delle misure anti-contagio previste dalla normativa vigente. A tal proposito, per garantire il distanziamento fisico dei membri dell’assise civica, sono stati utilizzati tutti gli spazi della sala a disposizione. Rivedere dunque l’organizzazione complessiva dell’assetto ritagliando postazioni per il pubblico, non garantirebbe il necessario distanziamento tra i presenti. La richiesta di Franco Arboretti», conclude Paolo Vasanella, «non può pertanto essere accolta».