Giulianova, in agosto strutture turistiche piene all’80 per cento

24 Agosto 2020

Di Carlo: «C’è stato un recupero, ma l’emergenza vissuta deve insegnarci a fare squadra con gli altri comuni»

GIULIANOVA. Nel mese di agosto a Giulianova il flusso nelle strutture ricettive è stato dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2019 e comunque superiore del 10% ai numeri registrati in luglio. È ormai tempo di bilanci pur se la stagione non è ancora chiusa. Secondo l’assessore al turismo e referente di Federalberghi Marco Di Carlo il cataclisma che ha colpito il settore con il Covid deve essere di monito per il futuro, un insegnamento per le future stagioni in modo da poter superare con minori danni certe situazioni critiche.
Di Carlo sottolinea: «Nei due mesi principali dell’estate abbiamo avuto un grosso recupero su cui, nei mesi di maggio e giugno, era difficile scommettere. In effetti si prospettava una situazione dai contorni molto critici visto che in quei due mesi iniziali siamo rimasti tutti completamente fermi. Il 2020 sarà un anno impossibile da dimenticare. E dispiace anche per i lavoratori del settore che sono stati impiegati al 50-60% rispetto al passato. Per loro e per le famiglie significa avere meno risorse a disposizione e un’ulteriore penalizzazione nel calcolo dell’indennità di disoccupazione. Tutto è diventato precario e la situazione è molto simile a quella sofferta durante il post-terremoto. Speriamo che settembre, con la riapertura delle scuole fissata al 14, ci porti altri 10 giorni di buon turismo al fine di compensare parzialmente i mancati arrivi d’inizio estate».
Di Carlo, che già pensa al 2021 anche come amministratore pubblico, afferma: «Per gestire le emergenze, bisogna programmarsi e tenere a portata di mano altri orizzonti. Occorre pensare a un territorio più ampio da offrire se si vuole essere al passo con la concorrenza. Credo a questo punto che puntare sul brand Costa Blu non sia solo necessario, ma addirittura indispensabile. Occorre crescere e reinventarsi sempre sperando di avere la condivisione della politica. Nel regolamento sull’imposta di soggiorno abbiamo inserito un 5% da destinare a progetti intercomunali. Invito le altre amministrazioni della costa teramana a fare altrettanto per essere tutti uniti nella ricerca di obiettivi comuni».
Una doccia fredda per l’amministrazione comunale è giunta dall’imposta di soggiorno, che ha accusato minori introiti di circa il 50%. Di Carlo spiega: «Nel bilancio di previsione avevamo ipotizzato a dicembre un gettito di oltre 460mila euro che, a causa dell’emergenza sanitaria, si è rivelato sovrastimato. Infatti abbiamo apportato una correzione di oltre 200mila euro in meno, soldi mancanti che peseranno anche in altri settori come la cura del verde. Ad ogni modo l’imposta si è rivelata utile e comunque non influisce sui flussi. A suo tempo l’abbiamo combattuta», conclude, «ma solo per il modo con cui veniva gestita».
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