Giulianova, invalido picchiato e rapinato

Giulianova, aggredito da due stranieri al quale aveva offerto da bere e che poi lo hanno riempito di botte per rubargli soldi, bancomat e cellulare
GIULIANOVA. È stato picchiato e derubato in pieno centro, nella notte tra sabato e domenica in via Nazario Sauro, da due uomini senza che nessuno si accorgesse di nulla. D.M., 33enne giuliese, ha concluso la serata trascorsa al bar con traumi al volto, all’addome e al braccio.
L’episodio è avvenuto tra la mezzanotte e l’una di sabato quando, dopo che i tre erano stati nello stesso bar dove gli aggressori, entrambi stranieri, si erano fatti offrire qualche drink dal malcapitato, il giuliese, tra l’altro invalido civile dopo delle operazioni all’apparato digerente, si è seduto su una panchina in via Nazario Sauro, vicino piazza Fosse Ardeatine. Il 33enne, forse un po’ brillo dopo la serata trascorsa nel bar, aveva sentito la necessità di prendere un po’ d’aria fresca e si è seduto sulla panchina. Dopo qualche attimo, i due, usciti anch’essi dal bar, si sono seduti accanto e, forse approfittando della poca lucidità dell’uomo, gli hanno portato via i soldi, circa 200 euro, il bancomat e il telefono cellulare di ultima generazione da 700 euro. Non contenti però, i due malviventi lo hanno preso a calci e pugni . Non è da escludere che i due abbiano avvicinato l’uomo nel bar proprio per rapinarlo. Il malcapitato, dolorante e un è tornato a casa a piedi e con un braccio insanguinato, conseguenza el sangue sgorgato sia dal braccio stesso che dal volto, dopo il pugno all’altezza dell’occhio. La sorella dell’uomo, vedendolo rientrare in simili condizioni, lo ha accompagnato al pronto soccorso. Qui, i medici hanno sottoposto l’uomo a Tac e radiografie, esami che hanno riscontrato traumi al volto e al cranio, all’addome e al braccio sinistro: ferite giudicate guaribili in 10 giorni. È stata proprio la sorella a raccontare l’episodio capitato al familiare, già vittima di altri balordi che in passato gli avevano chiesto soldi minacciandolo. «Ci siamo recati dai carabinieri per sporgere denuncia», ha raccontato la donna, «adesso bisogna che anche il Comune faccia la sua parte attivando quel sistema di telecamere promesso in consiglio comunale . Non basta sporgere denuncia contro ignoti perché i malviventi la fanno sempre franca. Con le telecamere si potrebbero identificare e punire. Oggi è successo a mio fratello, ma domani potrebbe accadere anche a qualche anziano o donne». Al momento dell’aggressione, infatti, il 33enne ha raccontato che nei paraggi non c’era nessuno. Per ricostruire meglio i fatti e identificare gli autori potranno forse essere utili le immagini catturate dalle telecamere di sicurezza di alcuni esercizi commerciali che si trovano nella zona.
Margherita Totaro
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