Giulianova Patrimonio ancora in rosso

Dopo le perdite registrate nei due anni precedenti il bilancio 2019 chiude con meno 350mila euro
GIULIANOVA. APer il terzo anno consecutivo la Giulianova Patrimonio chiuderà il bilancio in rosso. La perdita dell’esercizio 2019, come viene confermato da fonti comunali, sarebbe di 350mila euro che va a sommarsi a quelle degli anni precedenti: 150mila euro nel 2018 e 290mila euro nel 2017. In totale la municipalizzata ha accumulato nei tre esercizi una perdita di poco inferiore a 800 mila euro. Una cifra importante che, di riflesso, va ad incidere sull’andamento della “casa madre” che è il Comune, socio unico della Giulianova Patrimonio. Stante tale situazione, l’amministrazione comunale, e per essa il sindaco, non ha potuto procedere all’approvazione del documento contabile visto che al terzo anno consecutivo di risultati di gestione negativi, come prevede la legge, occorre presentare all’assemblea un credibile ed articolato piano di risanamento aziendale. E così tutto è scivolato a metà luglio quando, assieme all’approvazione del bilancio, è prevista in contemporanea la scadenza della carica di amministratore unico oggi detenuta dall’avvocato Luca Ranalli. Un percorso imposto dalla riforma Madia (2016 e 2017) che fissa la complessa materia relativa alle società a partecipazione pubblica. Sotto tale aspetto la legge è molto chiara giacché in caso di emersione di “indicatori di crisi aziendale”, l’organo amministrativo deve adottare senza indugio i provvedimenti necessari a “prevenire l’aggravamento della crisi, correggerne gli effetti attraverso idoneo piano di risanamento”. Tale piano, che dovrebbe far seguito al ripianamento delle perdite da parte del socio, dovrà essere approvato dall’organo amministrativo ed anche dall’assemblea dei soci. Problemi comunque per la municipalizzata non dovrebbero esserci visto l’alto grado di patrimonializzazione che consente di garantire un futuro tranquillo all’azienda. Va ricordato che la Giulianova Patrimonio fu creata dall’allora sindaco Claudio Ruffini e fu una risposta ai limiti imposti dal governo di Roma ai comuni sui limiti di indebitamento ed assunzione di risorse. Alla società furono ceduti quasi tutti gli immobili di proprietà municipale tra cui il Kursaal e tanti cespiti ubicati nel centro storico ed in altre parti della città. Ma la Patrimonio si è accollata anche la gestione della farmacia comunale, del mercato ittico, del verde pubblico e dei parcheggi a pagamento. (al.al.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

