Giulianova Patrimonio: «Licenziamento regolare»

22 Settembre 2015

GIULIANOVA. Filippo Di Giambattista, amministratore unico della Giulianova patrimonio, replica alla Fp Cgil sul caso del lavoratore della società partecipata licenziato per aver superato i giorni di...

GIULIANOVA. Filippo Di Giambattista, amministratore unico della Giulianova patrimonio, replica alla Fp Cgil sul caso del lavoratore della società partecipata licenziato per aver superato i giorni di comporto, ossia il numero massimo di assenze per malattia, spiegando che lo impone la legge. «Il segretario provinciale della Fp Cgil Amedeo Marcattili», dichiara Di Giambattista, «fa esternazioni superficiali e prive di fondamento. Che un sindacato prestigioso e serio come la Cgil si interessi di un lavoratore licenziato per il superamento del periodo di comporto è giusto e doveroso. Ma che il suo segretario provinciale faccia esternazioni superficiali e prive di fondamento giuridico è cosa assai grave».

L’amministratore spiega che, nel caso del lavoratore in questione, sono state sempre applicate le regole del contratto nazionale di categoria che prevedono il licenziamento nel caso in cui il lavoratore superi i 180 giorni di assenza per malattia. «Si è trattato», conclude Di Giambattista, «solo di un atto imposto dalle normative vigenti e al quale il sottoscritto non poteva sottrarsi, pena la violazione delle leggi. Giulianova Patrimonio è sempre molto attenta agli aspetti sociali legati al lavoro. A tal riguardo, la società da me amministrata ha sempre partecipato a progetti tesi all’inclusione lavorativa sia delle categorie svantaggiate che dei giovani». Marcattili replica citando l’articolo 175 del contatto nazionale «durante la malattia, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento» e il 2110 che dà diritto all’imprenditore di recedere il contratto. «Sottolineiamo le parole “potrà” e “diritto”», conclude il sindacalista, «Giulianova Patrimonio non aveva nessun obbligo né di contratto né di legge a licenziare il lavoratore. Se l’ha fatto è perché questa è stata la volontà dell’amministratore. Se, con il contratto e legge in mano, riusciamo a dimostrare che non era obbligato al licenziamento è disposto a ritirare il provvedimento?». (m.t.)