Giuliese bloccato in Spagna da 9 mesi

26 Marzo 2018

Accusato di contrabbando e trattenuto in attesa del processo: il dramma del marittimo Corrado Dell’Olio di 70 anni

GIULIANOVA. Da quasi nove mesi è in stato di arresto in Spagna, per una vicenda di contrabbando ancora tutta da chiarire. Corrado Dell’Olio, marittimo giuliese di 70 anni, alla fine di luglio dello scorso anno è stato fermato al largo del porto di Valencia mentre con il suo rimorchiatore stava conducendo in rada una nave portacontainer. Il suo arresto è stato eseguito, nell’ambito di un’operazione internazionale, dalla Guardia di finanza spagnola che, insieme alla Guardia Civil, aveva effettuato delle ispezioni nello scalo marittimo valenciano, uno dei più attivi e trafficati del sud Europa. Nella nave ispezionata erano collocati diversi container il cui contenuto, come dichiarato sul certificato d’origine del carico, evidentemente emesso in maniera difforme dalla realtà, avrebbe dovuto essere calzature in plastica. I controlli hanno fatto emergere una realtà molto diversa. All’interno di un container è stato trovato un carico di nove milioni di sigarette “American Legend” di contrabbando. L’operazione di polizia doganale di Valencia ha portato all’arresto di nove persone di cui tre componenti dell’equipaggio tutto italiano del rimorchiatore comandato da Corrado Dell’Olio. Il marittimo giuliese, a distanza di otto mesi dal fatto, è ancora a disposizione della polizia spagnola in attesa che la corte di giustizia di Cadice fissi la data del processo.
L’avvocato Lucia Umile, incaricata dalla famiglia Dell’Olio di interessarsi al caso anche come esperta di attività navali tiene a precisare una circostanza: «Dell’Olio è stato accusato di favorire il contrabbando di sigarette, ma come poteva controllare dal rimorchiatore il contenuto dei container che la nave stava trasportando?Un’accusa molto difficile se non impossibile da dimostrare». L’operazione dello scorso luglio, condotta dall’Olaf, l’ufficio europeo antifrode, ha coinvolto sette paesi tra cui Belgio, Grecia, Lituania, Olanda, Ucraina, Spagna e Romania. In totale la retata internazionale ha portato all’arresto di 32 persone, 142 milioni di sigarette illegali sequestrate evitando frodi fiscali per circa 28 milioni di euro. Una lotta incentrata soprattutto contro la commercializzazione di “cheap white”, sigarette non di marca non ammesse alla vendita nell’ambito della comunità europea in quanto sprovviste degli standard di sicurezza previsti nella Ue. «È stato inferto un duro colpo alla rete criminale dedita al traffico di sigarette illegali», commentarono all’epoca i responsabili dell’Olaf. Da tempo trasferitosi in Spagna per lavoro, Dell’Olio, conosciuto come “Eolo” per la profonda conoscenza dei venti, fu protagonista nel 1988 di un grave episodio in Adriatico. Il suo peschereccio, l’Eldorado, fu mitragliato e sequestrato dalla guardia costiera dell’allora Jugoslavia all’altezza della fossa di Pomo, per sconfinamento in acque territoriali. Dell’Olio rimase ferito e a Giulianova fu organizzata una colletta di 17 milioni di lire per pagare la multa salata inflitta dalle autorità jugoslave e poter dissequestrare la barca.
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