Giunta, aumentano gli stipendi: ma resta anche il taglio del 20%

Approvato l’atto che applica la norma nazionale: scatta l’incremento graduale annuo fino al 2024 Sindaco e assessori confermano la riduzione volontaria, chi non va in aspettativa guadagna la metà
TERAMO. Adeguamento ai parametri nazionali e conferma della riduzione volontaria. Sono i due effetti della delibera con cui la giunta da inizio luglio ha ritoccato le indennità per sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. Il provvedimento applica quanto previsto dalla legge di bilancio varata a dicembre dal parlamento e già adottato nei mesi scorsi da altre amministrazioni locali. Gli stipendi, in pratica, vengono aumentati prendendo a riferimento le indennità riconosciute ai governatori delle Regioni.
L’incremento scatterà, a pieno regime, tra due anni, ma con la possibilità di renderlo operativo gradualmente. La norma nazionale stabilisce infatti che «a decorrere dal 2024, l'indennità di funzione dei sindaci metropolitani e dei sindaci dei comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario è parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni, come individuato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano». Lo stipendio dei governatori ammonta a 13.800 euro e per i primi cittadini dei centri fino a 100mila abitanti l’aumento è al 70 per cento di questa cifra. La ripartizione prevede che «in sede di prima l’indennità di funzione è adeguata al 45 per cento nel 2022 e al 68 per cento nel 2023». Conti alla mano, dunque, lo stipendi del sindaco passerà da 4.508,67 euro a 9.660 euro, quello del vice sindaco da 3.381,50 euro a 7.245 euro, quello degli assessori da 2.705,20 euro a 5.796 euro e quello del presidente del consiglio comunale da 2.705,20 euro a 5.796 euro. La norma stabilisce, inoltre, che l’emolumento è dimezzato per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l'aspettativa. Questa condizione riguarda il vice sindaco Giovanni Cavallari che dunque riceverà la metà della quota prevista. Per tutti, invece, resta in vigore il taglio volontario del 20 per cento dell’indennità di funzione. La giunta aveva adottato questa misura a luglio del 2018, subito dopo l’insediamento, e l’ha confermata con l’ultimo atto approvato. Incrementi sono stabiliti anche per i gettoni dei consiglieri.
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