Giunta, c’è il rebus delle deleghe: manutenzioni e sociale in bilico

27 Maggio 2023

Sbraccia, che avrà le frazioni, rischia di sovrapporsi a Di Bonaventura su interventi di decoro urbano “Insieme possiamo” punta a tre posti, il Pd alla conferma di due assessori e presidenza del consiglio

TERAMO . I nomi ci sono, ma le deleghe rischiano di diventare un rebus. Il primo giro di consultazioni con gli alleati, concluso ieri sera dal sindaco rieletto Gianguido D’Alberto, lascia margini di incertezza sul nuovo assetto della giunta e sugli incarichi collaterali. Per la composizione della squadra restano da definire i compiti da assegnare agli assessori, cinque uomini e quattro donne nel rispetto della rappresentanza di genere.
Se da una parte le delegazioni salite in Comune hanno ribadito piena fiducia nelle scelte del sindaco, premettendo che «l’interesse collettivo prevale sulle aspirazioni dei singoli», dall’altra ciascuna ha fornito indicazioni difficilmente conciliabili tra loro. “Insieme possiamo”, il gruppo più rappresentativo con sei consiglieri, punta a tre assessorati nel segno della continuità. Così rientreranno in giunta Antonio Filipponi (attività produttive ed eventi), Graziano Ciapanna (urbanistica e Pnrr) e Ilaria De Sanctis (sociale). Dal presidente della Provincia Camillo D’Angelo è arrivata la richiesta di due posti a “In Comune per Te”. Uno è sicuro per Domenico Sbraccia, che si occuperebbe delle frazioni, e l’altro andrebbe in ordine di preferenze ottenute a Flavio Bartolini, ma in questo caso dovrebbe essere sacrificata un’altra figura maschile in giunta. La deleghe alla cura delle aree periferiche depotenzierebbe quella alle manutenzioni a cui punta Valdo Di Bonaventura per “Teramo vive”. L’assessore uscente non accetterebbe una delega decurtata o comunque sovrapponibile ad altre simili, né tanto meno sarebbe persuaso dalla proposta di orientarsi verso la presidenza del consiglio. Tutt’al più gradirebbe i servizi sociali, ma toglierebbe il compito a De Sanctis. Senza la presidenza del consiglio resterebbe al palo Alberto Melarangelo se il Pd esprimerà due assessori donne: la sicura confermata Stefania Di Padova, che potrebbe lasciare il bilancio per la mobilità o lo sport, e Martina Maranella, non rieletta ma che troverebbe spazio grazie alla rappresentanza di genere. I Dem, però, non precludono l’ingresso di un uomo e comunque rivendicano anche la presidenza del consiglio. Dato per scontato il rientro di Giovanni Cavallari, campione di preferenze con “Bella Teramo” che resterebbe anche nel ruolo di vice sindaco, Melarangelo avrebbe la possibilità di approdare in giunta con la delega alla cultura, a lui particolarmente congeniale, ma a condizione che Maranella resti fuori, lasciando scoperto un posto in “quota rosa”, e che Di Bonaventura vada alla presidenza. La quarta donna sarà sicuramente Pina Ciammariconi del Movimento Cinque stelle, che probabilmente gestirà anagrafe e personale. L’ultima parola spetta senza dubbio a D’Alberto che si è riservato la scelta almeno su un nome, se non due.
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