Giunta, spunta un’esterna per la cultura

30 Maggio 2023

La quarta donna designata direttamente da D’Alberto, l’alternativa è un’eletta di “Bella Teramo” che perde il vice sindaco

TERAMO. Parte oggi il secondo e ultimo giro di consultazioni per la formazione della nuova giunta. Nelle prossime 48 ore il sindaco Gianguido D’Alberto incontrerà di nuovo nel suo ufficio le delegazioni delle sette liste che lo hanno sostenuto nelle elezioni del 14 e 15 maggio per chiudere il cerchio su nomi e deleghe. Resta un solo tassello da posizionare, il più delicato del mosaico: quello con il volto della quarta donna che entrerà nella squadra. Le ipotesi sul tavolo sono due.
La prima porta a un’esterna, espressione diretta del sindaco, che potrebbe ricoprire un ruolo di spessore qualitativo alla guida dell’assessorato alla cultura. D’Alberto non avrebbe confidato a nessuno l’identikit della possibile designata, ma sarebbe la scelta più sicura per mantenere gli equilibri tra i sei gruppi consiliari, posto che “Innova Teramo” dell’ex assessore non ricandidato Maurizio Verna non ha eletti e nell’immediato non avrà incarichi. La soluzione esterna convince gli alleati, ma la difficoltà sta nell’individuazione di un nome incontestabile per capacità e valore aggiunto che porterebbe alla squadra. La seconda opzione conduce a “Bella Teramo”. Oltre a Giovanni Cavallari, sicuro confermato, la civica ha eletto due consigliere, entrambe esordienti, di cui una potrebbe ritrovarsi sui banchi della giunta nel giro di un paio di settimane. In questo caso la scelta cadrebbe su Alessandra Ferri, dirigente medico del reparto di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’ospedale Mazzini, che per numero di preferenze è in vantaggio rispetto a Miriam Tullii, funzionaria responsabile dell’Area risorse economiche e finanziarie e controllo di gestione dell’università. Entrambe hanno competenze da investire nell’amministrazione comunale, ma il secondo assessorato comporterebbe la rinuncia da parte di Cavallari al ruolo di vice sindaco. Questo potrebbe essere appannaggio del Pd con Stefania Di Padova, a parziale compensazione del sacrificio politico che verrebbe richiesto ai Dem. Rispetto alla precedente amministrazione, infatti, il partito perderebbe un posto in giunta per far spazio ai Cinque stelle, nello specifico a Pina Ciammariconi, come suggello all’alleanza che verrà riproposta nelle regionali dell’anno prossimo. Non c’è dubbio, però, sul fatto che il Pd conservi la presidenza del consiglio e di conseguenza si può dare per scontata la conferma di Alberto Melarangelo cui sono riconosciute l’esperienza, maturata dopo quattro mandati consecutivi, e le caratteristiche personali idonee a ricoprire un ruolo strategico per la tenuta della maggioranza.
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