Giusy, l’accoltellatore resta in carcere

19 Marzo 2019

Il tribunale del Riesame respinge la richiesta dei domiciliari per l’ex fidanzato, la donna è in un centro di riabilitazione

TORTORETO. Una risposta che, molto probabilmente, gli stessi avvocati difensori davano per scontata. Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha respinto la richiesta dei domiciliari per Fabiano Cistola, il 34enne di Torano in carcere con l’accusa di aver accoltellato l’ex compagna Giusy Montecchia dopo la fine della loro convivenza.
Il provvedimento di rigetto è stato depositato nel tardo pomeriggio di ieri dopo la discussione avvenuta in mattinata, mentre le motivazioni lo saranno tra qualche giorno. Cistola, assistito dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi, è accusato di tentato omicidio premeditato.
Intanto sono migliorate le condizioni della 39enne barista di Martinsicuro che, dopo un lungo e delicato intervento chirurgico e un successivo ricovero in rianimazione, da qualche giorno ha lasciato il reparto di chirurgia dell’ospedale Mazzini per essere trasferita in un centro di riabilitazione del Pescarese. Secondo la ricostruzione di investigatori e inquirenti l’uomo, dopo aver squarciato la gomma della macchina della ex fidanzata con un taglierino, sarebbe tornato nella sua abitazione per prendere il coltello da cucina con cui ha sferrato cinque violenti fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. E, in quell’occasione, ha lasciato su un mobile un biglietto con cui chiedeva scusa ai familiari e annunciava l’intenzione di togliersi la vita.
Fabiano e Giusy si erano lasciati venti giorni prima del drammatico episodio e in questo arco di tempo l’uomo aveva più volte cercato di tornare con la donna. Ma lei stanca delle sue scenate di gelosia aveva deciso di chiudere definitamente la relazione durata sette anni e così aveva posto fine alla convivenza. Ora viveva dagli zii, a Tortoreto, proprio davanti alla rotonda Monti sul lungomare Sirena. E proprio qui lui l’ha aspettata e, dopo l’ennesimo litigio, l’ha accoltellata colpendola cinque volte al ventre e al torace con un coltello da cucina con una lama da 22 centimetri.
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