Già indagati, continuano a fare furti: in manette
Alba, due marocchini della banda che colpiva le scuole presi dai carabinieri con una cambiamonete appena rubata. E il giudice ordina: restino in carcere
ALBA ADRIATICA. Prima la denuncia, poi le manette ed un giudice che decide di tenerli in carcere fino al processo. Non è passato impunito, questa volta, il raid dei due marocchini già protagonisti dei furti di computer e spiccioli nelle scuole di Alba. Abdelilah Ibnezzayer, 22 anni, e Mohamed Rami, 23, sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Alba Adriatica, diretti dal luogotenente Luigi Colazzo e coordinati dal maggiore Emanuele Mazzotta, con l'accusa di furto aggravato e continuato.
Denunciata appena quattro giorni fa per lo stesso reato, la coppia di extracomunitari questa volta è stata colta in flagranza di reato e per questo ammanettata. Due notti fa i due hanno commesso l'ennesimo furto ai danni di un bar di via Regina Margherita ad Alba Adriatica, sempre nella famigerata zona del "ferro di cavallo". I due nordafricani, senza fissa dimora e senza occupazione (il primo era anche denunciato per inosservanza del foglio di via obbligatorio: non poteva stare ad Alba Adriatica avendo precedenti), avevano deciso di fare quattrini rubando la macchinetta cambiasoldi. Dopo aver forzato l'ingresso dell'esercizio pubblico, i due hanno prelevato di forza la macchinetta dentro cui c'erano monete e contanti per circa mille euro. Essendo la gettoniera pesante, i marocchini avevano pensato ad uno stratagemma per trasportarla. Hanno preso un bidone verde carrellato utilizzato per la raccolta stradale dei rifiuti, dentro cui hanno caricato la cambiamonete. Per evitare di svuotarla nell'esercizio commerciale, hanno spinto il cassonetto fino al greto del vicino torrente Vibrata dove, indisturbati, avrebbero preso a martellate la macchinetta per mettere le mani sul denaro. Ma questa volta sono stati intercettati dai carabinieri che li hanno sorpresi ed arrestati prima che ripulissero la cambiasoldi.
La flagranza di reato è costata loro l'arresto e ieri mattina il gip di Teramo, dopo averlo convalidato, considerando la recidività ed i precedenti, ha deciso la loro custodia in carcere fino al giorno del processo. Anche le telecamere hanno ripreso il loro raid e, nonostante indossassero il cappuccio, sono stati riconosciuti dagli indumenti indossati grazie alla tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine. I due stranieri erano stati denunciati insieme ad un altro africano e ad un minorenne (questi ultimi per ricettazione) dopo una serie di furti e la ricettazione di materiale recuperato in casa del minore.
Alex De Palo
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