Gli abitanti di via Brodolini: «Stufi di aspettare interventi»

GIULIANOVA. «Non possiamo accedere ai nostri balconi. È una situazione assurda che va avanti ormai da troppi anni e siamo stufi di aspettare, anche perché la maggior parte di noi paga gli affitti»....
GIULIANOVA. «Non possiamo accedere ai nostri balconi. È una situazione assurda che va avanti ormai da troppi anni e siamo stufi di aspettare, anche perché la maggior parte di noi paga gli affitti». Non ce la fanno più i condomini delle sei case Ater di via Brodolini a Giulianova, nel quartiere Annunziata, che venerdì hanno aderito all'assemblea pubblica proposta dai ragazzi del Campetto occupato e sostenuta anche da Unione Popolare con la presenza dei coordinatori Orlando Polilli e Daniele Di Massimantonio. Ad aprire l’assemblea è stato Gianluigi Di Bonaventura, uno dei rappresentanti del Campetto occupato, che ha lasciato parlare subito alcuni dei condomini presenti sulle tante criticità delle palazzine. «Nel 2014 sono stati effettuati i lavori con i quali è stato inserito il cappotto termico e sono stati cambiati anche gli infissi», dicono Francesco ed Emiliano, «inoltre erano stati installati i pannelli fotovoltaici per una spesa di 5 milioni di euro, pannelli che però non sono mai stati attivati e che negli anni hanno causato anche problemi ai tetti. Ma la cosa assurda è che dal 2017 la situazione è sempre più peggiorata, ed è evidente lo stato dei balconi, molti dei quali deteriorati, oltre alla muffa dentro molti appartamenti e il degrado nelle aree circostanti le palazzine».
Tra le proposte avanzate per smuovere la situazione ci sono forme di protesta da organizzare a Teramo e L'Aquila davanti alle sedi dell’Ater, e il blocco del pagamento dei canoni di locazione. La presidente dell'Ater Maria Ceci alcuni mesi fa, dopo un sopralluogo effettuato in seguito all'ordinanza del sindaco Costantini che vietava l’accesso ad alcune aree, ha affermato che sono necessari 380mila euro per sistemare tutti i balconi pericolanti ma che, al momento, i fondi sono da trovare. Da anni ci sono puntelli e recinzioni ovunque per una questione di sicurezza, ma i condomini sono stanchi di dover sopportare una situazione che si protrae da troppo tempo. Margherita Di Massimantonio da oltre 40 anni abita in una delle palazzine e ha visto la situazione peggiorare sempre di più. «È ora di intervenire», dice Di Massimantonio, «non è possibile che non possiamo uscire sui nostri balconi per prendere un po’ d’aria».
Luca Venanzi
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