Gli agenti scrivono al ministro: «Va sostituito il provveditore»

15 Gennaio 2024

I sindacati della polizia penitenziaria in una lettera a Nordio chiedono la rimozione di Veneziano: «Ha bloccato per due volte all’ultimo minuto il trasferimento di 67 detenuti dell’Alta sicurezza»

TERAMO. Le segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali più rappresentative del Corpo di polizia penitenziaria (ad eccezione della Uil), in una lettera inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Russo e ad altre figure istituzionali, tra cui tutti i parlamentari abruzzesi, il presidente della Regione, il prefetto e il sindaco di Teramo, tornano a sollevare «serie preoccupazioni riguardo la gestione delle carceri abruzzesi e in particolar modo dell’istituto di pena di Teramo da parte del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria Lazio Abruzzo e Molise», retto da Maurizio Veneziano.
Di quest’ultimo i sindacati chiedono la sostituzione, scrivendo: «È urgente e necessario che il ministro e il capo del Dap valutino e prendano in seria considerazione la rimozione del provveditore Veneziano. La conseguenza più recente del suo operato si è manifestata con la riorganizzazione dei circuiti dei detenuti, la quale si protrae dal mese di ottobre con continui rinvii dei trasferimenti, da ultimo quello odierno (di ieri, ndr) ordinato all’ultimo minuto, dopo che erano state approntate tutte le incombenze burocratiche con blocco dei colloqui tra detenuti e famigliari, richiamo in servizio di personale dalle ferie e dal riposo e con ricorso al lavoro straordinario». Il rinvio secondo i rappresentanti della polizia penitenziaria ha generato, nel carcere di Castrogno, «veementi proteste da parte dei detenuti interessati dai trasferimenti, i quali giustamente sono disorientati e lesi nei loro diritti. Il tutto si ripercuote sul personale operante, impegnato a mediare con i ristretti per evitare che la situazione degeneri in rivolta».
Secondo la nota, a Castrogno il provveditore Veneziano «per ben due volte negli ultimi 20 giorni all’ultimo minuto ha sospeso il trasferimento in altre sedi di 67 detenuti del circuito Alta sicurezza», ma non solo. «Basti pensare», continuano i sindacati, «alle molteplici richieste di trasferimento, debitamente motivate dai gravi eventi accaduti nel carcere teramano e mai autorizzati. Tale diniego non solo rende il lavoro degli uomini della polizia penitenziaria più difficile e gravoso ogni giorno che passa, ma ingenera ulteriormente una sorta di senso d’impunità nell’immaginario dei detenuti, nonostante gli autori dei disordini per i quali sono stati richiesti i trasferimenti siano stati sanzionati dopo vari consigli di disciplina».
I sindacati, infine, chiedono alle istituzioni di valutare se l’istituto di pena di Teramo «non sia esso stesso il luogo più adatto ad accogliere i detenuti dell'Alta sicurezza di altri istituti anziché spostarli in altre sedi, spostando se del caso in altre sedi una parte dei detenuti del circuito Comuni». La Uil si è dissociata dai contenuti della lettera.(d.v.)