«Gli altri mi aiutano ad essere felice»

La testimonianza di chi ha partecipato al progetto estivo “Movimento e colore”: «Inizio a mettere ordine nella mia vita»
TERAMO. Il giorno 29 luglio mi è stata offerta la possibilità di partecipare ad un corso artistico, organizzato dall'area educativa. Secondo il mio punto di vista questo progetto ci ha dato la possibilità di effettuare sulla nostra personalità un'indagine cromo psicoanalitica, ovvero un'autointerpretazione della personalità attraverso le forme grafiche, la scelta e l'utilizzo dei colori e la loro miscellanea.
Solitamente queste forme d'arte estemporanee sono le più idonee per questa valutazione, in quanto sono dettate principalmente dal nostro subconscio, il quale lavora pur sempre in correlazione con la parte cosciente del nostro io. Questa componente è variabile a seconda della velocità di esecuzione. Pertanto, più questa è elevata meno sarà presente la parte cosciente e viceversa.
Nel mio caso ho agito rapidamente, lasciando lavorare quasi unicamente il mio subconscio, non perché ne fossi consapevole, bensì, in quanto artoleso, mi trovavo in una posizione scomoda.
Questo progetto mi ha dato la conferma della consapevolezza di non possedere delle doti artistiche nel campo della pittura, ma sicuramente sono riuscito a mettere in evidenza, attraverso la mia opera , i miei stati d'animo: "la confusione", ovvero il “chaos” greco, un marasma relativo alla mia posizione giuridica, che attualmente appare molto ingarbugliata; la speranza in un prossimo futuro, di mettere finalmente ordine nella mia vita, grazie alla scoperta delle mie capacità che proprio il carcere ha permesso di evidenziare, in quanto mi ha dato l'opportunità di partecipare a diverse iniziative:scuola alberghiera, teatro, musica.
Il percorso finora svolto mi ha reso consapevole del mio valore personale, e di quanto esso sia assolutamente indipendente, anzi fortemente condizionabile, dall'uso e abuso di quelle che sono le sostanze psicotrope.
Con queste poche righe vi ho reso partecipi dei miei pensieri e delle mie riflessioni in merito all'esperienza proposta in carcere e a cui io ho partecipato seguendo le lezioni e gli insegnamenti proposti durante il corso.
Può darsi che la mia sia un'interpretazione sbagliata, e che l'iniziativa sia stata concepita con l'unico scopo di farci trascorrere un paio d'ore in modo creativo, per interrompere il monotono ritmo carcerario che si ripete di giorno in giorno.
Io ritengo che se anche così fosse ognuno di noi ne ha fatto un uso suo proprio e a ciascuno sicuramente ha stimolato emozioni e riflessioni che possono diverse da persona a persona tra tutte quelle che si trovano a partecipare all’iniziativa.
Ritengo che ogni iniziativa che stimoli riflessioni su di sé, che aiuti a conoscersi e che accresca la cultura personale, sia fondamentale in carcere come anche all'esterno, perché aiuta ad essere felici: la felicità secondo Socrate infatti si raggiunge attraverso la conoscenza.
Concludo questa mia nota citando una frase di Sant’Agostino: "ad discendum quod opus est nulla mihi aetas sera vederi potest" (nessuna età mi appare così tarda per imparare ciò che è necessario).
Diego Soresini
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