Gli ambientalisti: «Gisonni non ce la farà entro il 2021»

16 Febbraio 2020

TERAMO. Ad assistere alla prima uscita pubblica nel Teramano del commissario governativo per l’emergenza Gran Sasso, Corrado Gisonni, sabato c’erano anche gli attivisti del fronte ambientalista che...

TERAMO. Ad assistere alla prima uscita pubblica nel Teramano del commissario governativo per l’emergenza Gran Sasso, Corrado Gisonni, sabato c’erano anche gli attivisti del fronte ambientalista che da tempo si batte per la sicurezza dell’acqua. Massimo Fraticelli, uno dei portavoce dell’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso, ritiene che tra quanto è stato detto da Gisonni sia l’elemento “tempi stretti” il più significativo. «Se arriviamo», dice, «a una progettazione effettivamente cantierabile degli interventi entro la fine del 2021, data di scadenza dell’incarico di Gisonni, è già un grande risultato. Diamoci degli obiettivi reali, perché la questione Gran Sasso in due anni non si risolve. Intanto chiediamo tempi rapidi per mettere a regime la struttura commissariale, visto che Gisonni non ha ancora una sedia su cui sedersi. E questo», continua Fraticelli, «è compito della politica. Chiediamo alla Regione di mettere a disposizione del commissario tutto quello che gli serve».
Uno dei cavalli di battaglia dell’Osservatorio, in questi anni, è stato la partecipazione: ovvero l’auspicio che ai cittadini sia consentito di prendere parte ai processi decisionali. «Su questo da Gisonni è arrivata un’apertura importante», fa notare Fraticelli, «e per noi è importante anche che abbia detto che per la messa in sicurezza non sono previste deroghe alle normative ambientali, e se anche ci fossero non le userebbe. C’è poi il problema delle sostanze tossiche stoccate nei laboratori di fisica nucleare: sul termine del 31 dicembre 2020 fissato per trasferirle altrove Gisonni ha detto che l’operazione è in corso e i tempi incerti. Noi, su questo e altro, gli chiediamo di stilare un cronoprogramma serio».(d.v.)
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