Gli amici sulla tragedia ai Caraibi: «Tonino non era un imprudente»

Secondo le autorità colombiane in quel posto dell’isola di San Andres era sconsigliato immergersi ma chi lo conosceva esclude che il 56enne Antonio Straccialini possa aver ignorato dei divieti
ROSETO. I ricordi e il cordoglio sui social raccontano il dopo della tragedia. Quella della morte di Antonio Straccialini, per tutti Tonino, il 56enne di Roseto grande appassionato di avventura che da vent’anni viveva in Australia, morso e ucciso da uno squalo mentre stava nuotando vicino a un’isola del mar dei Caraibi, in Colombia.
In tantissimi da ieri lo ricordano sui social postando foto e messaggi e sottolineando il fatto che «non era una persona imprudente». Questo dopo che le autorità colombiane hanno detto che c’erano stati inviti a non nuotare in quella zona proprio per la presenza degli squali.
Intanto i familiari sono in stretto contatto con l’ambasciata di Bogotà per capire i tempi del rientro della salma. Con un appello: «Fate tornare presto il nostro Tonino a Roseto».
La tragedia è avvenuta venerdì nelle acque dell'arcipelago colombiano di San Andrès nel Mar dei Caraibi, in Colombia. Qui è stato attaccato e ucciso da uno squalo: un profonda ferita alla gamba, che molto probabilmente gli ha reciso l’arteria, non gli dato scampo. È morto dissanguato nonostante i soccorsi immediati di alcuni bagnanti che si sono tuffati in acqua per recuperarlo in una zona vicino agli scogli, la corsa in ospedale e i tentativi dei medici di salvarlo.
Straccialini vent’anni fa si era trasferito a Sydney dove faceva il cameriere. Per sei mesi l’anno viveva in Australia e per gli altri sei all’anno girava il mondo facendosi guidare dalla sua passione per l’avventura e la natura.
Fino al 1999 aveva vissuto a Roseto, nella frazione di Santa Petronilla, con la sua famiglia, il padre Renato, la madre Pierina e la sorella Roberta. Fino ad allora era stato istruttore di nuoto dell’Asd Rosetana Nuoto con l’allora presidente Giuseppe “Peppino” Celommi. Dopo le scuole superiori aveva frequentato l’Isef all’Aquila (attuali facoltà di scienze motorie) per diventare insegnante di educazione fisica. Straccialini però amava il nuoto e, appena diplomato, entrò subito nella grande famiglia della Rosetana Nuoto allenando centinaia di ragazzi e ragazze girando l’Italia nella varie manifestazioni sportive. Aveva molti amici con i quali appena possibile partiva per le vacanze in Italia e all’estero, e frequentava spesso il lido Paranzella. Amava le sfide, come testimonia la sua impresa all’età di 27 anni: camminò ininterrottamente per 24 ore in giro per Roseto accompagnato in bicicletta da alcuni suoi amici, che lo sostenevano con viveri e bevande.
Straccialini, oltre alla sua passione per la camminata, azzardava anche bagni al mare in pieno inverno. Nel suo animo comunque c’era già la voglia di viaggiare e così, nel 2000, lasciò tutto e partì per trasferirsi in Australia. Era tornato a Roseto nel mese di ottobre e poi era partito per il Messico.(d.p.-l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

