Gli anestesisti scendono a quattro Solo urgenze in sala operatoria

Da dicembre va via un altro specialista: impossibile programmare l’attività chirurgica in ospedale Qualche giorno fa per coprire un turno è dovuto arrivare il primario del Mazzini di Teramo
GIULIANOVA. Si aggrava e non poco la situazione dell’ospedale per ciò che riguarda la presenza degli anestesisti. A Giulianova, di medici con tale specializzazione ne sono rimasti solo cinque e a dicembre il numero si ridurrà ulteriormente passando a quattro unità per la scadenza degli effetti di un avviso pubblico. Dei quattro ospedali della provincia di Teramo quello di Giulianova è quello con i maggiori problemi di organico per quanto riguarda gli anestesisti, con l’impossibilità di coprire tutti i turni giornalieri. A parte il Mazzini, ad Atri l’ospedale può contare su nove anestesisti e Sant’Omero su otto. Giulianova è il fanalino di coda della sanità teramana. Non poter contare su un adeguato numero di anestesisti, che devono coprire tra l’altro anche il reparto di rianimazione, significa ridurre drasticamente l’attività chirurgica ed interventistica dell’ospedale. E difatti, a partire dal prossimo mese di dicembre, la struttura sanitaria giuliese non potrà più eseguire operazioni chirurgiche di elezione, ovvero tutti quegli interventi programmati rinviabili, ma solo le urgenze. Insomma, siamo di fronte ad un forte ridimensionamento di fatto dell’attività ospedaliera che comporterà nel complesso una flessione del numero dei posti letto occupati e delle sedute in sala operatoria. In pratica tutto ciò che può essere rinviato o eseguibile altrove non passerà più per l’ospedale di Giulianova. La riduzione del numero degli anestesisti ridà fiato alle voci che vedono in questa scelta la malcelata intenzione di ridimensionare ulteriormente l’ospedale giuliese Naturalmente nel mondo ospedaliero tanti sono i mugugni e molteplici le prese di posizione al riguardo. In molti, compresi alcuni operatori sanitari, hanno la convinzione che le scelte aziendali sarebbero mirate e tese ad indebolire le statistiche. «Con tutti i numeri in discesa», dice un medico che preferisce restare anonimo, «sarà un gioco da ragazzi dimostrare che l’ospedale di Giulianova non è più produttivo. Questo è il vero obiettivo di una manovra che appare insensata».
La situazione è talmente difficile che mercoledì sera, per coprire un turno, è dovuto arrivare da Teramo Stefano Minora, responsabile del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale Mazzini. In pratica, a partire dal mese di dicembre, con il nuovo organico ridotto, ben dieci notti non sarebbero coperte dalla presenza di un anestesista. Tra l’altro dal gennaio 2019 andranno in pensione due medici, uno della chirurgia e l’altro dell’ortopedia, ma ad un mese dall’evento che aggraverà ulteriormente la situazione dell’organico complessivo, non si sa ancora nulla di certo su eventuali sostituzioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

