Gli anziani salvati dal gelo riempiono l’ospedale

26 Gennaio 2017

La doppia emergenza neve-sisma ha sovraffollato il pronto soccorso e i reparti Fagnano: «Sono malati cronici, dovrebbero stare altrove ma mancano strutture»

TERAMO. La doppia emergenza innescata dalla neve e dal ritorno del terremoto si riflette anche sull'ospedale. Il pronto soccorso e i reparti del "Mazzini" negli ultimi giorni hanno fatto registrare un improvviso sovraffollamento dovuto all'arrivo di tanti anziani rimasti al buio e al freddo a causa del blackout causato dalla eccezionale nevicata e impauriti dalle ripetute scosse sismiche. Nonostante non si trattasse di pazienti affetti da patologie acute, per i quali è previsto il ricovero, le tante persone alle prese con malattie croniche sono state accolte nella struttura ospedaliera e smistate nei reparti con letti liberi.

«E' una situazione che capita spesso durante l'inverno», spiega il direttore generale della Asl Roberto Fagnano, «ma in questo caso il fenomeno ha assunto proporzioni molto più estese». Così il pronto soccorso si è riempito di anziani in difficoltà e i posti disponibili sono stati occupati. Il sovraffollamento ha comunque messo in difficoltà la struttura ospedaliera, tanto che il sindaco Maurizio Brucchi si è detto pronto a rivolgersi alla Regione per sollecitare lo spostamento degli anziani in residenze sanitarie assistite in modo da allentare la pressione sul "Mazzini". La carenza di strutture intermedie adibite all'accoglienza di pazienti cronici è il problema evidenziato da Fagnano e da cui dipende anche il sovraccarico degli ospedali. «In mancanza di servizi territoriali adeguati», osserva il direttore generale, «vengono tutti al pronto soccorso con le conseguenze che sono evidenti». Secondo Fagnano, infatti, l'80% delle persone che si sono presentate in questi giorni al "Mazzini" non necessitano di cure ospedaliere, ma si trovano in quella fascia che va oltre l'assistenza domiciliare ma non trova riscontro in altre strutture più adatte alle loro problematiche.

«Tutti vogliono ospedali di secondo livello per acuti, ma non ce n'è bisogno», chiarisce il manager, «bisogna dare risposte diverse alle esigenze della popolazione». Nell'emergenza della settimana scorsa, dunque, sono emerse le reali necessità dei cittadini affetti da malattie croniche che non possono stare a casa e, in assenza di residenze sanitarie assistite, non hanno soluzioni alternative al ricovero ospedaliero. (g.d.m.)

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