Gli architetti avvertono sui rischi del superbonus

11 Ottobre 2020

Di Marcello: «Le imprese prendono le commesse sui grandi edifici, il pericolo è che i cantieri della ricostruzione leggera non trovino chi realizzi i lavori»

TERAMO. «Il superbonus ha attivato numerose imprese, del territorio e non, che stanno prendendo numerose commesse relative a grandi edifici. Si rischia di vedere esclusi, visto anche il limitato arco temporale di durata del bonus (dicembre 2021), seppure sia prevista una proroga di due anni, gli edifici medio piccoli. Inoltre c'è la concreta possibilità che i cantieri della ricostruzione, soprattutto quelli della ricostruzione leggera, non trovino imprese edili disposte ad accollarsi lavori di qualche decina di migliaia di euro, essendo impegnate con i più remunerativi cantieri legati all'efficientamento energetico e al miglioramento sismico». È l'allarme lanciato da Raffaele Di Marcello, presidente dell'Ordine degli architetti di Teramo, durante i lavori del convegno nazionale “Superbonus 110%: Abitare il futuro. Opportunità di riqualificazione sismica ed energetica” che si è svolto venerdì a Teramo. L'Ordine quindi chiede una proroga dei termini fissati al dicembre 2021. «È necessario che i termini del superbonus vengano ampliati per permettere a una più vasta platea di utenti di mettere in sicurezza i propri edifici – includendo, quando possibile, anche quelli danneggiati dal sisma – rendendoli energeticamente efficienti», ha spiegato ancora Di Marcello.
Ai lavori del convegno è intervenuto anche il presidente della Federazione regionale dell’Ordine architetti Abruzzo e Molise, Giustino Vallese: «È un momento epocale, bisogna riconoscere al governo un’intuizione che ora è attenzionata da altri Paesi europei. La nostra categoria professionale ha perorato da anni la strategia di recupero del patrimonio edilizio di paesi e città. Ma mai come ora era stata vissuta come priorità, e come mossa per rilanciare il settore edilizio, in un Paese che ha il patrimonio residenziale realizzato prima degli anni '80 del tutto inadeguato per la normativa sismica». Per Vallese «occorre porre attenzione per evitare che l'adeguamento energetico non comprometta la qualità storico, estetica e architettonica dell'edificio, con lastricate di cappotti termici. La certezza di rispetto della norma non è scontata, e molta della responsabilità grava sulle spalle di tecnici e imprenditori, che devono verificare e asseverare ad esempio la conformità urbanistica».