Gli architetti: «Chiarezza sulla scuola De Amicis»

Il presidente dell’Ordine interviene dopo che il pm ha acquisito la super perizia sulla sicurezza: «Professionisti diversi si sono espressi con risultanze differenti»
GIULIANOVA. «Adesso speriamo che venga fatta chiarezza sulla scuola De Amicis». A dirlo è Raffaele Di Marcello, presidente dell’ordine degli architetti della provincia di Teramo, alla luce dell’acquisizione in Comune da parte dei carabinieri della documentazione tecnica relativa alla sicurezza della scuola di piazza della Libertà. L’acquisizione dei documenti è stata disposta dal sostituto procuratore Andrea De Feis proprio in seguito all’esposto presentato dall’ordine degli architetti dopo che la super perizia disposta dal Comune aveva dato risultati differenti da quelle dei tecnici precedentemente incaricati dalla Procura. «In relazione alla notizia dell’entrata in possesso da parte della Procura della relazione stilata dal professor Claudio Modena», dichiara Di Marcello, «non posso che auspicare che venga fatta piena luce sulle reali condizioni di sicurezza dell’edificio, atteso che sullo stesso si sono espressi diversi professionisti con risultanze diverse». Di Marcello sottolinea che la segnalazione effettuata dall’Ordine puntava unicamente a far chiarezza sulle presunte criticità emerse dalla relazione dei tecnici a suo tempo incaricati dalla Procura, in modo da fornire serenità ai frequentatori del plesso scolastico e certezze sulle prestazioni tecniche eseguite. Obiettivo principale per Di Marcello era e rimane quello di non ingenerare confusione nell’opinione pubblica sull’operato dei professionisti coinvolti e sull’intera categoria, visto che gli esperti della Procura avevano espresso molti dubbi sula sicurezza della scuola, mentre la super perizia di Modena sosteneva esattamente il contrario. Il 13 luglio 2018 l’ordine degli architetti inviò un esposto alla Procura chiedendo opportuni accertamenti con valutazione «di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti». Di Marcello ricorda che la Procura dispose una perizia tecnica sui lavori di miglioramento sismico effettuati all’interno della De Amicis e da questa indagine, scriveva l’ordine d nell’esposto, «emersero elementi che facevano ipotizzare una situazione di rischio imminente per i frequentatori della struttura», tanto che la Procura stessa inviava all’amministrazione comunale la perizia definitiva dei due professionisti rimarcando la pericolosità dell’immobile e l’inadeguatezza dei lavori di miglioramento sismico effettuati. Dopo alcuni mesi il Comune incaricò Modena il quale invece certificò che l’edificio può considerare sicuro. Di qui l’esposto degli architetti e la nuova indagine della Procura.
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