Gli architetti chiedono subito più piste ciclabili
TERAMO. Pianificare piani e interventi per la mobilità ciclistica e pedonale, applicando le norme vigenti e predisponendo i piani regionali, provinciali e comunali (Pums e Biciplan). È quanto chiede...
TERAMO. Pianificare piani e interventi per la mobilità ciclistica e pedonale, applicando le norme vigenti e predisponendo i piani regionali, provinciali e comunali (Pums e Biciplan). È quanto chiede l'Ordine degli architetti, che in una nota evidenzia come il post Covid abbia riacceso i riflettori sull’uso della bicicletta in ambito urbano «complice anche il bonus per l’acquisto delle due ruote a pedali (non ancora erogato) e una serie di misure che dovrebbero facilitare la realizzazione di percorsi ciclabili» da parte dei Comuni. «Mentre grandi città come Roma, Torino, Milano, tentano di risolvere i problemi di mobilità legati anche, ma non solo, alla necessità di distanziamento dovuta alla pandemia, creando reti ciclabili “di emergenza”», scrivono gli architetti , «nelle nostre città poco o nulla si sta facendo, preferendo ignorare il fenomeno, continuando a pensare che la sola componente trasportistica urbana sia quella motorizzata». Ad aggravare la situazione, per gli architetti, il fatto che «la Regione abbia pubblicizzato l'Abruzzo come un territorio accogliente per il turismo in bicicletta, invitando i visitatori a pedale sui 131 chilometri del tratto abruzzese della Ciclovia Adriatica, tratto ampiamente incompleto».(a.m.)
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