Gli architetti: gli ospedali sono tutti da adeguare

31 Ottobre 2019

L’ordine evidenzia gli indici di vulnerabilità sismica bassissimi dei 4 presìdi e sul Mazzini bis dice: «La scelta della sede dev’essere fatta scientificamente» 

TERAMO. L’ordine degli architetti richiama all’ordine le istituzioni coinvolte nella realizzazione del nuovo ospedale.
In una lettera aperta il presidente Raffaele Di Marcello chiese se la scelta dell’ubicazione stia «avvenendo in maniera “scientifica” o si vuole portare avanti il discorso, senza avere chiari gli obiettivi, generali e puntuali, che devono riguardare necessariamente l’intera riorganizzazione del sistema ospedaliero provinciale e regionale, in modo da procrastinare la realizzazione dell’opera con il pericolo, o lo scopo, di arrivare alla sua non realizzazione, come già accaduto per il nuovo ospedale di Giulianova? Da cittadini, prima ancora che da tecnici, assistiamo increduli a una mancata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni».
L’Ordine chiede alla Asl, ai Comuni, alla Provincia di promuovere ogni azione utile a definire, in tempi brevi, «le strategie e le azioni necessarie per la riorganizzazione del sistema ospedaliero provinciale, individuando, nell’ambito della stessa, il luogo più idoneo alla collocazione della nuova struttura ospedaliera, a seguito dei necessari studi».
Di Marcello poi chiede agli enti: «Si sa quale sarà il destino delle strutture ospedaliere esistenti (Giulianova, Atri, S.Omero, Teramo) atteso che, da quanto è possibile conoscere, quasi tutti gli edifici hanno indici di vulnerabilità sismica inferiori a 0,1 e, quindi, vanno urgentemente adeguati sismicamente?». In effetti dalla tabella della vulnerabilità sismica emergono indici a dir poco preoccupanti per l’ospedale di Teramo, quello di Sant’Omero e parte di quello di Atri.
Ma non basta. Incalza l’Ordine: «Si è consapevoli che, nella programmazione e progettazione di una qualsiasi opera pubblica, e in particolare quando si parla di una struttura ospedaliera (che, per legge, deve essere in classe d’uso IV e, cioè, deve garantire la sua funzionalità anche in caso di eventi sismici importanti) che, a supporto delle decisioni politiche, si deve tenere conto di una serie di fattori - finanziari, economici, tecnici, sociali – effettuando, in materia scientifica, valutazioni costi-benefici ricorrendo alle tecniche della pianificazione che sono appannaggio di tecnici abilitati, pur tenendo conto delle istanze dei territori interessati? Si è considerati, nelle diverse proposte di localizzazione, i vincoli territoriali, la dotazione di infrastrutture di trasporto o un loro potenziamento; il consumo di suolo e le altre componenti socio-economico-territoriali che devono essere la base di qualsiasi scelta di trasformazione di un territorio, e in particolare di una scelta che ha ricadute sull’intera provincia?». (a.f.)
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