Gli assassini al distributore con il cadavere nell’auto

23 Novembre 2016

L’indagine si concentra sulle telecamere di una pompa di benzina a Montalto e sulle ultime telefonate arrivate martedì al piastrellista Di Silvestre

TORTORETO. Nel ritmo incalzante delle indagini, le immagini catturate dalle telecamere segnano un punto fermo e tratteggiano la dinamica dell’omicidio del 56enne artigiano Demetrio Di Silvestre. Quelle di un distributore di Montalto, nell’Ascolano, hanno ripreso la Bmw del piastrellista guidata da due uomini: a quell’ora molto probabilmente Di Silvestre era già stato ucciso e, forse, il corpo era nascosto nel bagagliaio della vettura. Le immagini raccontano che uno dei due uomini è sceso dall’auto e ha riempito una tanica di benzina, forse la stessa usata per bruciare il cadavere. E da ieri nelle mani degli investigatori ci sono anche i tabulati telefoniche: l’attenzione si concentra su alcune chiamate ricevute martedì mattina, prima della scomparsa. Sono dell’assassino?

Per ora, è evidente, che resta un interrogativo senza risposta ma le indagini serrate potrebbero ben presto illuminare alcune zone d’ombra. A cominciare dal movente. Nelle ultime ore è circolata l’ipotesi che l’uomo possa essersi fatto dei nemici nel tentativo di aiutare una persona in difficoltà, fuori dall'ambiente lavorativo. Ipotesi ancora tutta da verificare insieme a quella di eventuali questioni economiche. Che gli investigatori cercano di mettere a fuoco anche sentendo decine di conoscenti dell’uomo, da tutti descritto come un padre di famiglia solo casa e lavoro. Anche ieri i carabinieri, a cui il pm di Ascoli Umberto Monti ha delegato le indagini, hanno sentito altre persone che nei giorni passati hanno avuto modo di incontrare, anche e soprattutto per motivi di lavoro, il piastrellista sparito da casa martedì e molto probabilmente ucciso già nella stessa giornata. E con il passare dei giorni si delinea la certezza che l’appuntamento a cui l’artigiano è andato sia stata la trappola organizzata dall’assassino o dagli assassini. Di Silvestre potrebbe averli incontrati non a San Benedetto ma proprio vicino a quel monte dell'Ascensione in cui sono stati trovati i resti ormai carbonizzati dell'uomo. Il Gps satellitare della Bmw dell'artigiano ha accertato che martedì 15, il giorno della scomparsa, la macchina è stata proprio nella zona dell'Ascensione. E proprio gli spostamenti mappati dal Gps costituiscono un supporto indispensabile alle indagini dei carabinieri. (d.p.)

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