«Gli esuberi si potevano evitare»

31 Marzo 2015

Per l’esponente Pd la colpa è di Brucchi che ha modificato la società

TERAMO. «Gli esuberi della Team sono causati da scelte politiche precise che Brucchi ha effettuato in passato». Nel giorno in cui la giunta è chiamata ad approvare il piano di razionalizzazione delle partecipate, e dunque ufficializzerà l’uscita del Comune dal Mote, il consigliere del Pd Manola Di Pasquale incalza l’esecutivo sui servizi in scadenza e puntualizza: «Non è la legge che ha imposto la cessazione dei servizi, ma la trasformazione della Team che ha assunto una vocazione assimilata a una società privata nel momento in cui ha deciso di partecipare a bandi di gara di Comuni che non sono soci per l’aggiudicazione dei servizi, perdendo così i requisiti di ente strumentale». «La Team», spiega Di Pasquale «adesso è costretta a mettere in mobilità decine di lavoratori, ma questo è il frutto di una decisione del sindaco Brucchi che in questi anni ha deciso di trasformare la società aggiudicandosi i servizi di igiene ambientale insieme a un privato a Giulianova a discapito dei dipendenti teramani stabilizzati proprio con la costituzione della Team, i vecchi appaltisti regolarizzati all’epoca della giunta Sperandio». Secondo Di Pasquale, dunque, il problema della mobilità sarebbe stato evitabile se la Team fosse rimasta una società strumentale del Comune di Teramo. «Questa scelta» ha concluso il consigliere Pd, «ha determinato la vocazione “privata” della municipalizzata e oggi il Comune si trova a non poter riaffidare alla Team alcuni servizi. Questo non è frutto delle norme sulle partecipate, ma solo della politica che snaturando la Team ha messo a rischio il posto dei lavoratori». (m.d.t.)

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