Gli infermieri: «Siamo eroi dimenticati»

10 Gennaio 2022

Il sindacato NurSind torna a sollecitare il pagamento delle indennità: «In prima linea nell’emergenza»

TERAMO. Il Nursind, il sindacato degli infermieri, torna a sollecitare il pagamento di tutte le indennità rimarcando come, anche in occasione degli screening agli studenti, gli infermieri sono stati in prima linea. «Il NurSind, con senso di responsabilità, ha evitato polemiche durante lo svolgimento della campagna, ritenendo prioritario garantire la riuscita di un servizio utile per le famiglie giustamente preoccupate per l'impennata di contagi», si legge in una nota firmata da Giuseppe De Zolt, segretario territoriale del NurSind, «per questo motivo, innanzitutto, il nostro ringraziamento va a tutti i colleghi infermieri che hanno offerto volontariamente la loro disponibilità ad effettuare i tamponi. Ma a screening terminato è necessario soffermarsi proprio sulle modalità previste dalle istituzioni che hanno organizzato la campagna. A partire proprio dell'ennesima "chiamata alle armi" del personale sanitario, infermieri in primis, al quale è stato chiesto l'ennesimo sacrificio in questa battaglia contro il Covid, che dura ormai da due anni. Sarebbe un paradosso se passasse un messaggio distorto, che attribuisse meriti per la campagna di screening a Regione Abruzzoe Asl senza rimarcare il ruolo fondamentale e decisivo di infermieri e medici che, con grande senso civico, hanno risposto ancora una volta presente, nonostante l'indifferenza della politica per le condizioni di lavoro, nonostante i mancati riconoscimenti per gli sforzi fatti negli ultimi due anni. Spostati da un'unità operativa all'altra e da un presidio ospedaliero all'altro senza preavviso (realtà tornata prepotentemente di attualità negli ultimi giorni con il nuovo incremento di ricoveri). Turni modificati all'ultimo momento, ferie revocate e ricorso abnorme agli straordinari per non parlare del mancato pagamento delle indennità previste per l’emergenza Covid». E così conclude: «Già prima dell’emergenza denunciavamo la cronica carenza del personale sanitario. Adesso la situazione è insostenibile. Gli "eroi" sono stati dimenticati, lasciati senza alcun riconoscimento, e tornano buoni solo nel momento del bisogno. Il contratto collettivo nazionale non è stato ancora rinnovato; l'indennità professionale, per volere della stessa politica che oggi ci chiede di sacrificare ancora una volta famiglie e tempo libero, non ha ancora erogato, nonostante i fondi già stanziati».