Gli installatori: attenti alle truffe col cambio delle vecchie caldaie

4 Dicembre 2018

L’Aniem segnala che in provincia sono spuntate decine di aziende senza scrupoli che usano trucchi per ottenere gli incentivi statali. Parte un esposto: «Concorrenza sleale e pericoli per i cittadini»

TERAMO. Sono decine e decine le ditte individuali sorte nell’ultimo anno con lo scopo di proporre un utilizzo a dir poco “elastico”, per non dire truffaldino, delle agevolazioni per sostituire vecchie caldaie o condizionatori. E’ un fenomeno che in provincia di Teramo ha generato un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro a scapito delle aziende che installano impianti che operano nella legalità.
La denuncia arriva dall’Aniem dove si è svolta un’affollata riunione di termotecnici, installatori e rivenditori che stanno accusando i colpi della concorrenza sleale. «Il conto termico 2-0 sta diventando da opportunità una grande beffa», esordisce Gaetano Di Michele, imprenditore del settore impianti e membro del consiglio direttivo dell’Aniem Teramo. Il conto termico consiste in rimborsi fino al 65%, rivolti ad amministrazioni pubbliche e a privati, per sostituire vecchi impianti di climatizzazione invernale e riscaldamento con nuove caldaie e stufe a legna, pellets, biomassa e solare termico in modo da incentivare l’efficientamento energetico. «In particolare il cittadino o un suo delegato, dovrà presentare richiesta al Gse (Gestore Servizi Energetici) entro 60 giorni dalla fine dei lavori tramite la consegna di una serie di documenti», spiega l’imprenditore. In sostanza imprese senza scrupoli offrono ai cittadini un pacchetto “tutto compreso” anche con la compilazione e la presentazione dei moduli. E spesso nella compilazione commettono delle irregolarità. Dalle più madornali, cioè far chiedere l’agevolazione a chi non ne ha diritto, a quelle più subdole, gonfiando le fatture per far usufruire della cifra massima di rimborso. Ci sono imprese che si spingono fino ad allegare foto di vecchie caldaie o condizionatori inesistenti per far avere le agevolazioni al cittadino, che a volte è cosciente di quello che sta accadendo, ma spesso non sa nulla.
«Nel Teramano», incalza Di Michele a nome di decine di imprese sane, «ci sono numerose aziende nate con il conto termico che riescono a fatturare “facilmente” cifre enormi a discapito di aziende con decenni di esperienza e in possesso di tutte le certificazioni per accedere legittimamente ai suddetti incentivi. Infatti, le nostre aziende, che si tratti di installatori o rivenditori, se si occupano della pratica, lo fanno nel rispetto delle regole con un conseguente aumento dei costi, rispetto a chi invece queste regole non le rispetta. Arrivati a questo punto, ci sarebbe da chiedersi, per esser competitivi dobbiamo scendere anche noi a compromessi? Fortunatamente non ne siamo capaci». Ci sono imprese sane che quest’anno hanno avuto un calo del fatturato superiore al 60%.
Sulle pratiche presentate l’Enea, l’ente deputato ai controlli – riceve oltre 2500 domande settimanali – fa verifiche a campione sul 5% delle istanze. E’ una percentuale bassa ma che può costare molto cara al proprietario dell’immobile che ha firmato la pratica irregolare per l’agevolazione, anche con risvolti penali: si può ipotizzare una truffa ai danni dello Stato. «E’ fondamentale informare il cittadino beneficiario degli incentivi del fatto che in caso di violazione di legge sarà egli stesso il vero responsabile della pratica, e non il fornitore delegato. Consigliamo dunque di rivolgersi a imprese e a tecnici di comprovata serietà. E’ nostro dovere inoltre», conclude Di Gaetano, «tutelare il settore e continueremo a farlo tramite la nostra associazione. Sul conto termico le nostre azioni non si fermeranno: stiamo già predisponendo una nota che nei prossimi giorni sarà inviata al Gse, in cui denunceremo a chiare lettere questa situazione».
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