Gli operatori stroncano le Dmc

L’assessore al turismo D’Ignazio invitato a cancellare «marchi inutili e dannosi»
ROSETO . «Il nuovo assessore regionale al turismo, Giorgio D’Ignazio, deve liberarsi della Dmc Borghi d’Acquaviva e deve guardare avanti se vuole rilanciare il turismo nella nostra Regione». A dirlo è Luigi Franchini, un operatore turistico balneare di Roseto, evidenziando come alcuni brand, per esempio “Borghi di Acquaviva” o “Terre del piacere”, siano poco chiari per cittadini e turisti. «I turisti vogliono sapere dove andare», precisa Franchini, «vogliono sapere se Roseto, Giulianova e gli altri comuni della costa siano vivi e dinamici. L’Abruzzo deve cambiare, la Regione deve salvare gli operatori in difficoltà che hanno perso il 4 per cento di turisti negli ultimi 5 anni mentre Molise, Marche e Emilia Romagna crescono del 10 per cento». Franchini invita il nuovo assessore al turismo D’Ignazio a cambiare la politica turistica della Regione. «D’Ignazio è stato evidentemente chiamato dalla Dmc Borghi di Acquaviva e da Federalberghi per cercare di salvare l’identità del brand Terre di Cerrano», dice Franchini, «con una medicina che mai rimetterebbe in piedi l’immagine di Roseto, o quella di Atri, Silvi e delle dieci destinazioni turistiche balneari che identificano l’Abruzzo».
Nel dibattito sulle Dmc interviene anche Giuseppe Olivieri, presidente di “Roseto incoming - operatori turistici” di Roseto, lodando il presidente della Saga, aeroporto di Pescara, Enrico Paolini, che ha invitato la Regione Abruzzo a occuparsi più spesso del marketing e dello sviluppo della domanda turistica regionale. «Finalmente un abruzzese perbene si accorge che le Dmc sono un filtro più che inutile», evidenzia Olivieri, «mi sento di dire dannoso per il nostro lavoro. Non fanno nulla per comunicare con l’estero, non fanno web marketing, non fanno una decente attività promozionale, non hanno rapporti con noi operatori turistici delle destinazioni più note, più famose e per questo più facili da riconoscere e promuovere. Le Dmc invece ci oscurano con misteriosi brand». Secondo Olivieri il marchio “Borghi di Acquaviva” offusca l’immagine di Roseto. «Pochi lo conoscono», dice Olivieri, «così come Hadriatica, una maschera che nasconde Giulianova. Ci vuole un’identità precisa». Olivieri infine invita il neoassessore D’Ignazio a concentrarsi sulle destinazioni balneari, dove d’estate si concentra l’offerta ricettiva.
Luca Venanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

