Gli operatori turistici di Alba «Mare sporco, nessuno ci ascolta»

1 Luglio 2015

Le associazioni avevano segnalato la presenza di materiale melmoso e maleodorante alla foce del Vibrata dove poi è stato riscontrato l’inquinamento. «Ora situazione normale, ma basta omertà»

ALBA ADRIATICA. Ancora nessuna revoca del divieto di balneazione a ridosso della foce del Vibrata ad Alba, segno che il lieve inquinamento registrato dall’Arta è ancora presente. Ma non c’è nulla di ufficiale, perché l’amministrazione comunale resta ancora in silenzio. Chi ci mette la faccia, invece, sono gli operatori turistici, che spiegano arrabbiatissimi: «La situazione è sotto controllo e sta tornando alla normalità, ma noi avevamo già previsto tutto e nessuno ci ha ascoltati: nella notte di venerdì 19 giugno abbiamo riscontrato un’improvvisa anomalia alla foce del Vibrata dopo le forti piogge, ossia notevoli quantità di materiale melmoso e maleodorante, apparentemente fanghi di depurazione. Lo abbiamo segnalato immediatamente a voce alle autorità, poi anche per iscritto tramite un atto di diffida inviato al Ruzzo e al sindaco Tonia Piccioni. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta, né qualcuno si è mosso». Il resto è cronaca: il martedì seguente arriva l’Arta per le sue analisi di routine e tre giorni dopo, con quei risultati, i sindaci di Alba e Martinsicuro emettono i divieti di balneazione temporanea a nord e a sud della foce. Esattamente una settimana, dal riscontro del fenomeno di inquinamento all’ordinanza. Ora tutte le sigle turistiche locali, da Albatour con Roberto Brandimarte a Costa dei Parchi con Rivo Ciabattoni, da Federalberghi con Gianmarco Giovannelli a Oba con Massimo Zarroli, fino all’associazione culturale “Spiaggia d’Argento”, si scagliano con forza contro la politica a tutti i livelli, lamentando «inadeguatezza e menefreghismo verso il turismo ed il suo indotto». Affermano gli operatori: «Ci siamo praticamente sostituiti ai governanti negli ultimi anni. Con grande sforzo economico e fisico abbiamo tenuto sotto controllo la situazione, ma anche finanziato e seguito analisi sulle acque a cadenza settimanale e trattamenti enzimatici per ridurre la carica batterica alla foce del Vibrata. A novembre, inoltre, abbiamo consegnato alle istituzioni una relazione tecnica che evidenziava tutte le criticità del territorio: solo il Ruzzo, sollecitato probabilmente da decine di diffide, ha fatto qualcosa intervenendo sul sistema fognario. Ma non basta e nessun altro ha fatto qualcosa: si sa che lungo tutta la Val Vibrata ci sono problemi con la depurazione che poi paga il mare. Quello che più fa arrabbiare è che l’avvio di stagione impeccabile ci aveva dato speranza, ripagandoci dell’impegno e dimostrandoci che non c’è inquinamento cronico ad Alba. Poi il solito caso di sversamenti che ha rovinato tutto in un minuto. Ma ora basta: vogliamo che le autorità, e magari il Corpo Forestale, ci dicano cosa è successo e di chi è la responsabilità. Basta omertà, vogliamo denunciare».

Luca Tomassoni

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