Gli organi dell’artigiano salvano due vite

Espiantati polmoni e fegato. Oggi a Faraone di Sant’Egidio i funerali del 64enne precipitato da un ponteggio a Torano
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il suo ultimo gesto dedicato agli altri salverà due vite. Si è concluso ieri mattina con l’espianto di polmone e fegato il lungo intervento iniziato nella tarda serata di venerdì all’ospedale Mazzini dopo il sì alla donazione arrivato dai familiari di Sergio Amadio, il 64enne artigiano di Sant’Egidio morto dopo essere precipitato da un ponteggio mobile mentre stava facendo dei lavori di tinteggiatura in un’azienda di Torano. Le equipe mediche sono arrivate da Milano e Roma. Amadio era un donatore di sangue e di midollo e per dieci anni è stato il presidente di un’associazione che si occupa del recupero dei tossicodipendenti. Un impegno continuo e costante nel sociale che la sua famiglia ha voluto testimoniare autorizzando l’espianto che è la quarta donazione avvenuta quest’anno all’Asl teramana. «Un atto onorevole, che merita rispetto nei confronti di chi, dopo la morte, può donare la vita», dichiara in una nota il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «un grande ringraziamento va ai familiari che nel momento di grande dolore hanno saputo guardare oltre la propria disperazione». Di Giosia, nella nota, ringrazia anche il personale dell’ospedale «che con la propria professionalità e con il proprio impegno ha reso possibile questo estremo atto di solidarietà verso il prossimo». I funerali di Amadio, sposato e padre di due figli, si volgeranno oggi alle 15 nella chiesa di contrada Faraone dove l’uomo abitava. La salma arriverà intorno alle 12.30.
Sull’infortunio sono in corso le indagini dei carabinieri delegate dall’autorità giudiziaria (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra) che ha iscritto il committente nel registro degli indagati.(d.p.-d.l.)
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