Gli sfollati a D’Alberto «Non ce la facciamo più»

22 Novembre 2018

Il sindaco incontra i terremotati ospiti ormai da due anni dell’hotel Abruzzi Gli chiedono alloggi temporanei e sostegni economici, lui s’impegna: vi aiuterò

TERAMO. Facendo seguito agli incontri precedenti, ieri mattina il sindaco Gianguido D'Alberto ha voluto consumare la prima colazione con gli ospiti dell’hotel Abruzzi, ancora alloggiati nella struttura alberghiera perché sfollati dalle abitazioni dopo i terremoti del 2016-17. Presente anche il titolare dell’albergo, Eligio Filipponi, il quale ha inteso in tal modo testimoniare la vicinanza ai propri ospiti e la condivisione con la premura del sindaco.
Gli ospiti si sono rivolti in modo accorato al primo cittadino, manifestando sentimenti di frustrazione e sfiducia e chiedendo al sindaco di attivare tutti gli strumenti possibili per giungere rapidamente alla risoluzione della difficile e lunga situazione in cui versano. «In sostanza», si legge in una nota del Comune, «a D’Alberto è stato chiesto di svolgere una attività di forte intermediazione per individuare una prima soluzione temporanea con la disponibilità di alloggi in cui trasferirsi e contemporaneamente di attivarsi per avviare rapidamente il processo di ristrutturazione delle abitazioni in cui poi tornare definitivamente a vivere. Oltre questo, è stata dignitosamente rimarcata la incerta situazione economica nella quale molte famiglie attualmente sono costrette a barcamenarsi, sollecitando il sindaco ad individuare forme e modalità di intervento».
Il sindaco D’Alberto, recita ancora la nota, «ha manifestato sincera condivisione con gli stati d’animo rappresentati e ha di conseguenza assunto impegni dei quali renderà costantemente informati tutti coloro che nelle altre strutture alberghiere o nelle autonome ma provvisorie sistemazioni, ancora vivono le traversie conseguenti al sisma». Il sindaco ha in particolare sottolineato il proposito di chiedere un diretto coinvolgimento degli organismi istituzionali di ogni livello, a partire da quelli nazionali. «Ribadisco la mia la ferma e prioritaria volontà di andare incontro alle aspettative», afferma D’Alberto, «e di attivarmi non con formali ed episodiche iniziative ma con una azione reale, misurabile, concreta, che innanzitutto rimuova le lentezze in cui la ricostruzione è ancora invischiata e favorisca una accelerazione delle procedure. Non è più tollerabile che tanti nostri concittadini vivano ancora una situazione di tale precarietà e con essi non è accettabile che le attività alberghiere che si sono messe a disposizione con un rimarchevole senso di solidarietà, debbano continuare a soffrire tutto ciò. Non starò fermo un giorno su questo argomento».