Gli sfollati: all’Ater va lasciato Salini

19 Febbraio 2019

Appello del comitato delle case popolari a Marsilio: «Un commissario nuovo rallenterebbe di più la ricostruzione»

TERAMO. «L’Ater non cambi commissario». A lanciare l’appello rivolto alla Regione è il comitato degli sfollati delle case popolari. Per gli inquilini che ne fanno parte, rimasti senza casa per i danni causati dal sisma, Nicola Salini deve restare al proprio posto nonostante il cambio di governo regionale sancito dalle elezioni del 10 febbraio.
Il commissario, designato dalla giunta di centrosinistra poco più di un anno fa, non andrebbe rimosso seguendo le logiche dello spoil system. «Non c’interessa il colore politico», spiega Leo Iachini, portavoce del comitato, «con Salini abbiamo instaurato un rapporto corretto e trasparente, basato sulla disponibilità». Interromperlo, dunque, rimetterebbe in discussione quel poco che finora si è mosso per la ricostruzione delle case popolari inagibili.
«Al di là delle competenze personali», tiene a precisare Iachini, «chi dovesse assumere l’incarico di commissario impiegherebbe mesi per conoscere la situazione ed essere operativo». In sostanza si perderebbe ulteriore tempo rispetto agli enormi ritardi già accumulati per gli interventi di ripristino. «Ci sono tante palazzine con danni lievi per il terremoto», fa notare il portavoce del comitato, “«e cui condizioni, però, sono peggiorate per via dell’abbandono a cui sono state lasciate».
Per questo gli sfollati sono pronti a scrivere al nuovo governatore Marco Marsilio per indurlo a non sostituire Salini per ragioni puramente politiche. «La lentezza delle procedure non dipendono solo dall’Ater e da suo commissario», evidenzia Iachini, «ma nell’ultimo periodo qualcosa, anche se poco, è stato fatto». Il portavoce cita in particolare l’avvio delle selezioni per assumere sei dipendenti che l’Ater destinerà proprio alle pratiche per la ricostruzione e altri adempimenti che hanno fatto partire il percorso di progettuale per la ricostruzione cosiddetta “leggera”. «Le procedure si dovrebbero cambiare dall'alto per accelerare gli interventi», osserva Iachini, «i problemi sono al di sopra della responsabilità del commissario».
Iachini insiste sul fatto che l'Ater non può fare tutto da sola, ma ribadisce che l’avvicendamento di Salini riaprirebbe incognite sui rapporti con il suo successore e comporterebbe in ogni caso rischi di ulteriore allungamento dei tempi. «Non vogliamo proteggere nessuno», conclude Iachini, «ma la nostra richiesta è nell’interesse degli inquilini che hanno perso la casa». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.