Gli sfollati: «Farabollini venga a Colleatterrato e faccia chiarezza»

La richiesta al commissario arriva dall’assemblea di quartiere Contestato anche l’acquisto delle case temporanee per gli sfollati
TERAMO. Gli sfollati di Colleatterrato chiedono “un’operazione verità”sulla mancata ricostruzione e invitano il commissario Piero Farabollini, che a breve dovrebbe venire a Teramo per un incontro con i sindaci del cratere, a visitare il quartiere per un confronto diretto con i residenti. La decisione di scrivere al commissario è arrivata lunedì sera nel corso dell’assemblea convocata dal comitato di quartiere di “Colleatterato Basso- Villa Pavone, durante la quale sono stati affrontati diversi argomenti legati proprio alla ricostruzione, e segue lo scontro a distanza di qualche giorno fa tra il presidente della Regione Marco Marsilio e lo stesso Farabollini sulla questione delle case Ater. Per Marsilio, infatti, i tempi dettati dall’ordinanza con la quale venivano finanziati gli interventi di edilizia popolare non avrebbero mai permesso di realizzare i lavori in tempo utile, mentre per Farabollini la mancata ricostruzione del patrimonio edilizio Ater sarebbe imputabile ai ritardi della Regione, da cui dipendono le diverse aziende per l’edilizia residenziale, nella redazione e presentazione dei progetti. «Ognuno ci racconta la sua verità», dichiara il presidente del comitato Anna Di Ottavio, «Marsilio, D’Alberto, Rivera, Farabollini, declinano le cose in maniera differente. Credo che abbiamo diritto alla verità, non ci è stata mai detta». Da qui l’invito al commissario a fare chiarezza. «Di fronte a quelle che sono, quantomeno, delle incongruenze», continua Di Ottavio, «abbiamo deciso di chiedere a Farabollini di venire a Colleatterrato e ristabilire un po’ di verità».
Nel corso dell’assemblea i residenti di Colleatterrato hanno poi affrontato anche la questione dell’assegnazione degli alloggi temporanei agli sfollati, che si avvia ad entrare nella seconda fase e che nei giorni scorsi era stata nuovamente oggetto di polemiche in quanto alcuni cittadini avevano denunciato come gli fossero stati assegnati appartamenti ancora in costruzione. Tanto che lo stesso primo cittadino Gianguido D’Alberto aveva annunciato che non avrebbe proceduto ad ulteriori assegnazioni senza aver prima ricevuto adeguati chiarimenti dalla Regione. «Da quello che ci è stato detto la Regione non avrebbe ancora provveduto a fornire i chiarimenti richiesti», aggiunge Di Ottavio, «A nostro parere ci sono responsabilità sia della Smea (ndr. la struttura di missione per il superamento delle emergenze di protezione civile) che del Comune, che non ha verificato la lista che gli è stata consegnata dalla Regione», conclude il presidente del comitato di quartiere, «In ogni caso oggi siamo ancora più preoccupati perché l’Ater ha deliberato l’acquisto degli alloggi. Alloggi che sono molti distanti dalla città e mi sembra un crimine che si pensi di destinarli agli sfollati, anche da un punto di vista antropologico. Nella maggior parte dei casi parliamo di persone in età avanzata, è impensabile spostarli a Castellato o a Montorio».
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