Gli sfollati non vogliono le case acquistate dalla Regione

26 Marzo 2019

TERAMO. Si sono presentati in Comune per esprimere ancora una volta la loro preoccupazione per i tempi lunghi della ricostruzione. Alcuni sfollati delle case popolari di Colleatterrato ieri mattina...

TERAMO. Si sono presentati in Comune per esprimere ancora una volta la loro preoccupazione per i tempi lunghi della ricostruzione. Alcuni sfollati delle case popolari di Colleatterrato ieri mattina sono stati ricevuti dal sindaco Gianguido D’Alberto al quale hanno evidenziato dubbi sull’operazione avviata dalla Regione per il reperimento di abitazioni per rimpiazzare quelle rese inagibili dal terremoto.
Il timore è che l’assegnazione di alloggi alternativi non sia una soluzione temporanea ma preluda al mancato recupero delle palazzine sgomberate. «Gli sfollati vogliono rientrare nelle loro case», sottolinea il sindaco, «e questo resta l’obiettivo principale anche del Comune». D’Alberto ha dunque rassicurato i cittadini sul fatto che l’iniziativa messa in campo dalla Regione «non sarà mai finalizzata a rallentare o bloccare la ricostruzione». Il rischio di un «rilassamento» c’è, ma l’amministrazione non abbasserà la guardia sul pieno ripristino delle abitazioni al momento inagibili.
«L’assegnazione di alloggi alternativi serve a ridurre la pressione dei contributi di autonoma sistemazione», fa rilevare D’Alberto, «è un’operazione avviata a un altro livello istituzionale e che dunque andrà portata avanti». Al Comune spetterà il compito di assegnare i circa 250 appartamenti che saranno messi a disposizione sul territorio teramano. «La Regione stabilirà i criteri validi per tutto l’Abruzzo, con alcune specificazioni per le singole aree», afferma, «probabilmente si darà priorità alle persone costrette a trasferirsi fuori Teramo e che hanno abitazioni con esiti E, con danni gravi». Le regole di assegnazione delle case alternative, comunque, sono ancora da definire. (g.d.m.)