Gli sfollati sono centinaia I sindaci chiedono aiuto

1 Settembre 2016

Palumbi di Torricella: «Ho chiesto dieci tende ma gli anziani non potranno restarci a lungo, qui è peggio del 2009». Possibile l’evacuazione del municipio

TERAMO. Sono ormai numeri a tre cifre quelli di abitazioni private e luoghi di culto seriamente lesionati dal sisma nel Teramano. Di giorno in giorno si aggiungono nuove dichiarazioni di inagibilità e un bilancio complessivo appare ancora lontano.

L’ENTROTERRA. Nei comuni della zona montana aumenta il numero degli sfollati. A Tossicia ieri mattina sono state emesse sei ordinanze di sgombero per un agglomerato che già aveva subito danni nel 2009 ed è diventato oggi inagibile. Le famiglie che ci vivono hanno dovuto lasciare le loro case e il bilancio nel Comune è finora di 12 case inagibili e 13 sfollati, compreso il parroco che ha dovuto lasciare la casa parrocchiale chiusa insieme alla chiesa. «A Tossicia la ricostruzione era già iniziata e molte persone erano rientrate nelle proprie case», dice il sindaco Franco Tarquini, «in questo modo si sono liberati dei Map nei quali abbiamo sistemato i 13 sfollati». A Cortino continuano i sopralluoghi e sono state emanate già 20 ordinanze di inagibilità e sgombero, le ultime ieri mattina. Sono 26 gli sfollati residenti. A Torricella i sopralluoghi sugli edifici pubblici e privati hanno toccato quota 229 con 28 ordinanze per 12 edifici parzialmente inagibili e 16 totalmente inagibili e con lo sgombero di una decina di residenti. E proprio il problema degli sfollati preoccupa il sindaco Daniele Palumbi che ha richiesto dieci tende alla Protezione civile, «ma non è», a sua detta, «la soluzione migliore. Molte delle persone senza casa sono anziane e non vogliono andare via da Torricella e per questo hanno diritto a una sistemazione adeguata che non sia una tenda, che va bene per un breve periodo. Chiedo al governo che Torricella rientri nel cratere sismico perché questo sisma ci ha provocato almeno tre volte i danni di quello del 2009». Nel 2009 le pratiche per le abitazioni sono state 120 (80 con danni non gravi), oggi superano già le 200 con segnalazioni in aumento ogni giorno. Situazione critica anche per l’edificio che ospita il municipio e altri enti strategici, che ha riportato lesioni gravi per le quali si è mobilitato anche il Genio civile. Il sindaco e gli organi competenti stanno valutando l’evacuazione dell’intero stabile.

TERAMO. Il Comune ieri ha emesso tre ordinanze di inagibilità parziale per altrettanti edifici, collocati uno a Collurania e due in centro, con lesioni limitate ad alcuni vani. I provvedimenti si aggiungono ai sei sgomberi disposti nei giorni scorsi. L'apprensione manifestata nei giorni scorsi dalle famiglie, una decina, che abitano nel condominio Milleluci ha trovato riscontro in una delle ordinanze di ieri. Il Comune,sentiti i vigili del fuoco, ha deciso di dichiarare impraticabile il vano scale che conduce ai fondaci. Si tratta di famiglie che stanno vivendo con terrore lo sciame sismico visto che lo stabile, situato in viale Crispi, era rimasto già lesionato dal sisma dell'Aquila e la pratica era rimasta arenata senza riscontri per il riconoscimento dei danni. Nel territorio comunale del capoluogo ci sono anche 11 chiese lesionate: le più antiche del centro (cattedrale, Sant’Antonio, Sant’Agostino, San Domenico, Carmine), il santuario della Madonna delle Grazie e cinque tra periferia e frazioni (Sant’Anastasio a Poggio Cono, San Francesco a Villa Vomano, Santa Maria di Cartecchio, San Lorenzo a Colleminuccio, San Pietro a San Pietro ad Lacum). Tra queste, quella di Poggio Cono aveva subito già gravi danni nel 2009 ma il progetto per ricostruirla non è mai decollato ed è rimasta chiusa. Ora le nuove lesioni e un ulteriore allungamento dei tempi.

CORROPOLI. L’incuria logora l'antico campanile della chiesa di Sant’Agnese nel cuore di Corropoli, dalla cui sommità era già venuta giù la croce. Ora, il sisma del 24 agosto ha reso ancora più precarie le condizioni strutturali tanto che sono in corso sopralluoghi e verifiche tecniche per stabilire lo stato di pericolosità della torre campanaria. Il pregevole campanile che insieme a piazza Piè di Corte costituisce il simbolo del centro storico cittadino, risalente al XV secolo, fa parte dei famosi quattro "campanili fratelli" della provincia (Atri, Teramo, Campli e Corropoli), attribuiti alla scuola lombarda del maestro Antonio da Lodi. (adf-gdm-mdt-adp)

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