Gli studenti: meno progetti ma finiamo i programmi

29 Ottobre 2014

Assemblea dei ragazzi di Classico, Europeo e Artistico: proposte e analisi che poi saranno inviate al governo per integrare la riforma scolastica

TERAMO. Ieri mattina, nella sala polifunzionale di via Comi, gli studenti dei licei classico, europeo e artistico hanno esposto le loro idee per una scuola migliore. Sulla scia del progetto lanciato dal governo Renzi, si è tenuta un’assemblea straordinaria promossa dal dirigente scolastico del “Delfico-Montauti” Loredana Di Giampaolo, prima tra i ragazzi del biennio e poi tra quelli del triennio, per le consultazioni su «La buona scuola», la proposta di legge per l'istruzione che probabilmente diventerà decreto a gennaio.

Sono state lunghe ore di dibattito, in cui gli studenti hanno discusso alcuni punti della proposta di riforma, esprimendo la propria opinione sui temi della didattica, del rapporto studenti-insegnanti e della digitalizzazione. Nel corso dell’incontro, gestito dagli esponenti della consulta studentesca, sono state fatte valutazioni e avanzate proposte migliorative, così come sono state evidenziate le criticità del piano. «Non vogliamo professori che facciano mille progetti, ma stanno meno nelle classi portando avanti solo un terzo del programma didattico. Secondo i criteri di merito abbozzati nel progetto si premieranno proprio questi ultimi», ha commentato lo studente Simone Trentacarlini, «abbiamo parlato anche del digitale con i ragazzi del biennio. Va bene il superfluo ma prima devono garantirci il necessario. Il governo pensa già a fare il secondo passo, quando non ha compiuto neanche il primo». Gli studenti non contestano proposte come quella di dotare le classi di tablet, ma secondo loro la priorità dovrebbe andare alla manutenzione ordinaria degli edifici, facendo l’esempio limite di aule troppo piccole, prive di lavagne e con il tetto che crolla.

Sono intervenuti anche alcuni professori, che hanno parlato della possibilità irripetibile fornita dal governo di chiedere ai diretti interessati il parere sulla proposta di legge. «Le riforme sul lavoro dei docenti riguardano anche noi. Ho parlato con un ragazzo che studia “Lettere classiche” all’università. Vorrebbe insegnare, ma dice che si ritroverà a lavorare in un fast food», ha dichiarato la studentessa Chiara Paolantonio, «non possiamo lasciare che ci tolgano la scuola in silenzio, dobbiamo attivarci da ora. Studenti e professori sono dalla stessa parte, non appartengono a due fazioni opposte». Da questo e dagli altri incontri che si stanno svolgendo verrà redatto un unico documento targato Abruzzo che riassumerà le esigenze delle scuole della regione e verrà poi portato all'attenzione nazionale entro il 15 novembre.

Chiara Di GIovannantonio

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