Gli studenti: «Siamo entusiasti di tornare»

2 Febbraio 2021

I rappresentanti però avvertono: «Serve più sicurezza su bus e treni. E un aiuto per gli affitti» 

TERAMO. «Siamo entusiasti di ripartire»: così la presidente del consiglio degli studenti dell’Università di Teramo, Emanuela Testa, commenta la notizia della ripresa della didattica in presenza a partire dalle prossime settimane. Continua la rappresentante dei quasi 7mila iscritti, a margine della conferenza del rettore Dino Mastrocola: «Oramai è passato quasi un anno dall’inizio dell’emergenza, abbiamobisogno di tornare nelle nostre aule, di seguire le lezioni dai banchi senza il filtro di un apparecchio elettronico, abbiamo bisogno di sostenere gli esami in presenza e di interloquire con i nostri docenti come sempre abbiamo fatto. La didattica a distanza è stato un ottimo strumento per affrontare l'emergenza, ma non può sostituire o in qualche modo avvicinarsi alla qualità che la presenza offre». Testa ricorda poi l’illusione della ripartenza vissuta dagli studenti all’inizio dell’anno accademico: «Quando a luglio l'ateneo ha comunicato che saremmo tornati in presenza, eravamo sicuramente sollevati. E le settimane in cui i nostri corridoi erano pieni di studenti sono state sicuramente le più belle di quest'anno accademico. Ma è durato poco: alla fine di ottobre, quando la Regione ha chiuso le università, ci siamo ritrovati di nuovo a dover affrontare lo stesso schermo che ci aveva accompagnati nei mesi precedenti. Nel 2020 abbiamo abitato il nostro ateneo per circa tre mesi. Ora dobbiamo tornare».
Aggiunge il rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell’ateneo Guerino Di Martino: «Sì alla ripartenza, ma in sicurezza, con la collaborazione di tutti gli enti del territorio per assicurare anche un trasporto sicuro. Non possiamo più permetterci situazioni come quelle di settembre e ottobre, con autobus e treni affollatissimi di studenti. Nell’organizzazione della didattica, l’ateneo dovrà evitare accavallamenti delle lezioni dei corsi di laurea più numerosi, così che non si creino assembramenti». Ancora il membro del cda: «Anche la questione “affitti” torna ad avere un ruolo centrale. Le situazioni economiche delle nostre famiglie sono state messe alla prova dal lockdown della scorsa primavera e dalle dure restrizioni degli ultimi mesi. L’ateneo potrebbe prendere in considerazione possibili interventi a tutela delle fasce più colpite, anche interloquendo con l’Adsu».
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