Gli studi sul virus: in Abruzzo non c’è la variante inglese

Il bilancio dell’attività 2020 dell’istituto zooprofilattico che ha analizzato 330mila tamponi, il 60% in regione
TERAMO. Un anno all’insegna del coronavirus, per l’istituto zooprofilattico, ma non solo. Se è vero che l’istituto ha esaminato 330mila tamponi, il 60% di quelli processati in Abruzzo, sono anche altre le attività portate avanti nel 2020.
IL COVID. Il direttore generale Nicola D’Alterio ricorda che «sono stati processati fini a 4.654 tamponi in un giorno, indipendentemente dalla distanza, tanto che li abbiamo esaminati anche per Bergamo: quel che conta è la qualità». Il riferimento è al contenuto dell’ultima puntata di Report: D’Alterio ha voluto ribattere alla critica sulla non centralità geografica dell’istituto, puntualizzando anche che «non c’’è stata carenza di reagenti o di alcunchè e che è auspicatile che ogni Regione si doti di un centro di eccellenza come l’istituto».
Chiusa la polemica, il direttore sanitario Giacomo Migliorati ha sottolineato che accanto all’attività di analisi «siamo stati gli unici ad assicurare il sequenziamento del genoma dei ceppi virali. Questo ci consente di verificare l’evolversi e quindi le mutazioni del virus. E possiamo affermare che in Abruzzo non è presente la variante inglese». I laboratori dello Zooprofilattico non hanno individuato la variazione della proteina Spike che consente che consente al virus di legarsi ai recettori cellulari, rendendo il virus più contagioso, ma con la stessa letalità».
ATTIVITÀ E RICERCHE. Sono tanti i progetti portati avanti nel 2020. Fra quelli più rilevanti citati da D’Alterio la gara per l’analisi dei dati sulle zoonosi a livello europeo, di un valore di 2,2 milioni di euro, «ce la siamo aggiudicata nel ruolo di capofila di un consorzio composto da Istituto superiore di sanità, Izs delle Venezie, Izs di Lombardia ed Emilia Romagna e dall’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare, l’ambiente e il lavoro». Il direttore generale, fra l’altro, annuncia che oggi « firmeranno il contratto 22 precari che verranno assunti a tempo pieno e determinato per cinque anni prorogabili per altri cinque. Inoltre, il 31 dicembre, prenderanno servizio 9 nuovi Dirigenti informatici».
Sulle prospettive del 2021, D’Alterio annuncia che a febbraio sarà a Teramo il direttore generale dell’Oie, Monique Eloit, per la posa della prima pietra della sede nuova, a Colleatterrato. Si tratta del primo lotto dei lavori finanziati dal Masterplan e dal ministero con 50 milioni di euro.
IL BILANCIO. «Abbiamo in corso circa 130 progetti internazionali, il nostro bilancio per quasi la metà è autofinanziato con progetti di caratura nazionale e internazionale: in questo modo riusciamo ad assumere più giovani ricercatori e a sviluppare contemporaneamente relazioni internazionali». A parlare è il direttore amministrativo Lucio Ambrosj il quale rimarca anche il lavoro del personale amministrativo «che ha profuso un grande sforzo per far funzionare la macchina, espletando tutte le pratiche per il puntuale approvvigionamento di materiali e reagenti, mai mancati in istituto». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

