Gli ucraini da trasferire ottengono un altro rinvio

ALBA ADRIATICA. Solo 18 degli oltre cento ucraini ospitati in un hotel della costa nord di Alba Adriatica – tra quelli con più profughi accolti – hanno accettato il trasferimento in una struttura di...
ALBA ADRIATICA. Solo 18 degli oltre cento ucraini ospitati in un hotel della costa nord di Alba Adriatica – tra quelli con più profughi accolti – hanno accettato il trasferimento in una struttura di San Nicola La Strada, nel Casertano, firmando l’autorizzazione. Troppo pochi. Per questo, la Protezione civile regionale ha rinviato nuovamente la partenza: il viaggio si farà domani oppure lunedì.
È chiaro che le autorità stanno cercando di calmare gli animi. E oggi, invece dei pullman per caricare i profughi, nell’albergo torneranno ancora una volta i funzionari della Protezione civile, per convincere chi non ha firmato a farlo e a preparare i bagagli. Negli alberghi della costa vibratiana, come in tutti quelli abruzzesi, infatti, non possono più restare a causa della fine della convenzione. E, vista la mancanza di spazi per l’accoglienza in regione, devono andare in altre strutture in giro per l’Italia. Protestano da giorni, non vogliono andarsene di nuovo dopo sei mesi in cui hanno cominciato a integrarsi con i residenti e hanno costruito nuove comunità tra loro. E poi ci sono i bimbi, che hanno appena cominciato il nuovo anno scolastico.
Tra i cento dell’albergo albense, ci sono una quindicina di ucraini che hanno sì deciso di fare i bagagli, ma per andarsene dall’Italia: qualcuno tenterà di essere accolto in Germania, qualcun altro in Polonia e da lì valutare il rientro in Ucraina in zone meno colpite dagli scontri armati con i russi. (l.t.)

