Globo, il cantiere è ancora fermo

La Soprintendenza deve catalogare le tombe romane affiorate nell’area
TERAMO. Il più grande cantiere privato aperto in città, quello della ditta Globo nell’area ex Adone alla Gammarana, non è ancora ripartito dopo la pausa estiva. Il motivo? La sorprendente scoperta, avvenuta due mesi fa, di tombe di epoca romana nel sottosuolo di quella che fu una delle prime industrie teramane. Una scoperta giudicata importante dagli esperti perché dimostrerebbe che gli abitanti dell’antica Interamnia utilizzavano per le sepolture anche l’area a valle della confluenza tra Tordino e Vezzola. Una scoperta, però, che potrebbe complicare non poco i progetti della ditta dell’imprenditore Nicola Di Nicola, che nell’area intende realizzare abitazioni, uffici, parcheggi e verde pubblico oltre al nuovo punto vendita cittadino della catena Globo.
Secondo l’avvocato Gabriele Rapali, uomo di fiducia della società, non si corre questo rischio. «In questi giorni», dice Rapali, «la ditta e la Soprintendenza archeologica stanno ultimando la ricognizione del sito per una verifica dell’estensione della necropoli. I reperti sono già stati individuati, anche se non ancora catalogati. I lavori riprenderanno appena sarà ultimata questa verifica. Allo stato attuale la presenza dei reperti (che è confinata in una zona a sud, marginale rispetto al cantiere) non è preclusiva del prosieguo dei lavori».
Resta da stabilire se la Soprintendenza chiederà comunque di preservare l’area delle tombe, il che comporterebbe una modifica del progetto originario.(d.v.)
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