Gpk in crisi, in arrivo altri 18 licenziamenti

26 Marzo 2015

Villa Zaccheo, la Cgil lancia l’allarme: «Rimarranno solo 12 lavoratori, l’industria è a rischio chiusura»

CASTELLALTO. Nuova emorragia alla Gpk. L’azienda che a Villa Zaccheo produce buste di carta, soprattutto per l’alta moda, ha avviato l’ennesima procedura di mobilità. Questa volta la storica industria vuole licenziare 18 dipendenti, sui 30 in totale. Un taglio talmente drastico da far preoccupare il sindacato sulla stessa capacità dell’azienda di sussistere, con i soli 12 operai rimanenti.

«E' l'ennesima procedura, negli ultimi 4-5 anni sono state già licenziate una cinquantina di persone», esordisce Franco Di Ventura della Filctem Cgil, «l’azienda intende lasciare attivi solo un ufficio commerciale, amministrativo e una macchina. Questo significa nei fatti l’esubero di 18 unità». Il sindacalista sottolinea che il gruppo ha un’altra azienda simile a Osimo, la Italpolimeri, che occupa 110 unità, in cui si parla di ricorso alla mobilità, si mormora per una quarantina di dipendenti. «Secondo noi il rischio è alla fine che a Teramo non resti più nulla», aggiunge Di Ventura, «noi abbiamo già avuto un paio di incontri in cui abbiamo chiesto all'azienda di fare investimenti, anche non eccezionali, a tornare competitivi. I lavoratori pensano che ci sono possibilità per restare sul mercato. L’azienda è stata gestita negli anni non in maniera formidabile, con investimenti sbagliati: le ripercussioni ci sono state sui lavoratori». Venerdì si terrà nella sede di Confindustria un nuovo incontro. «Loro sostengono che non è più possibile andare avanti così come sono strutturati», precisa il sindacalista, «vediamo se si riesce a trovare soluzione condivisa o se l'azienda va avanti unilateralmente. Per ora abbiamo proclamato lo stato di agitazione, vediamo come va l'incontro, eventualmente decideremo ulteriori iniziative da portare avanti».

Il problema che da anni attanaglia la Gpk è la concorrenza molto spinta nel settore delle buste operata dai Paesi stranieri. Ma, fanno notare dal sindacato, altre ditte italiane riescono a operare nel settore senza tanti problemi. «La soluzione è comprare un impianto nuovo che andrebbe a completare la fase lavorativa e che renderebbe competitivo il tutto. Finora, senza investimenti, la Gpk si è retta sulla professionalità dei lavoratori. Loro riescono a far produrre macchine che sono abbastanza datate». La Filctem Cgil ribadisce che l’obiettivo è salvaguardare 30 posti di lavoro e la stessa sussistenza di un'azienda storica.

La Gpk ha subito una serie di “cure dimagranti” nel corso degli ultimi anni. Nel 2010 è stato dismesso lo stabilimento di Vasto dove si portava materiale semilavorato a Villa Zaccheo e dove lavorano 16 persone. Negli ultimi anni è stato frequente il ricorso alla cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, e alle procedure di mobilità. (a.f.)

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