Gran Sasso Teramano Alcuni imprenditori pronti ad acquistare

19 Settembre 2020

Hanno presentato una manifestazione d’interesse Corsa contro il tempo per non far fallire la società  

TERAMO. Si apre uno spiraglio di speranza sul futuro di Prati di Tivo e di Prato Selva. È di ieri la notizia che un gruppo imprenditoriale nel settore degli impianti sciistici ha inviato una manifestazione di interesse per mezzo di uno studio legale romano per l’acquisto delle partecipazioni della Gran Sasso Teramano (Gts), la società pubblico-privata proprietaria delle attrezzature oggi in liquidazione.
Un interessamento che arriva dopo pochi giorni dalla scadenza del quarto bando di gara andato deserto per la vendita in un unico lotto degli impianti da parte della Gts (a eccezione della cabinovia della Madonnina di proprietà della Provincia) e che potrebbe rappresentare una svolta per evitare il fallimento della società e salvare le sorti del comprensorio. La Gts ha debiti per circa un milione e 300mila euro e in una corsa contro il tempo si sta cercando si trovare una soluzione prima del 30 settembre, data in cui scade il contratto di gestione degli impianti che rischia di non poter essere riconfermato al gestore Marco Finori o messo a bando se non ci sarà una svolta per la società. «Non smentisco, né confermo la notizia sulla manifestazione di interesse, ma nei prossimi giorni potrebbero esserci sviluppi», ha dichiarato Gabriele Di Natale, liquidatore della Gran Sasso Teramano, « stiamo lavorando senza sosta e a 360 gradi su più tavoli per evitare il fallimento. Aspettiamo la risposta da un istituto di credito privato per un mutuo trentennale con la garanzia contestuale di un bando di gestione per lo stesso lasso di tempo e stiamo verificando se il valore del debito è più alto di quello degli immobili e quindi ci permette di fare un quinto bando per la vendita, ma questa volta dei singoli beni del lotto».
Ottimista il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura: «Quest’anno e mezzo di lavoro, insieme alla Regione e al liquidatore della società, non è passato invano. Sono segnali che ci fanno pensare che è il momento di essere ottimisti e che i privati torneranno a investire sulla nostra montagna che è tornata a essere appetibile. Stiamo procedendo spediti nello studio di fattibilità per la strada di collegamento veloce fra l’autostrada e quel comparto di montagna: senza un serio investimento infrastrutturale che non taglia fuori i paesi ma li ricollega, ogni sforzo rischia di essere vanificato». Rigettato il ricorso sulle irregolarità di gestione degli impianti della ditta Finori presentato dalla guida alpina e maestro di alpinismo Pasquale Iannetti. I tecnici della direzione e infrastrutture e trasporti della Regione dopo accurate indagini e il sopralluogo di tre giorni fa sugli impianti dei Prati non hanno rilevato i presupposti per procedere alla sospensione dell’autorizzazione.
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