Gran Sasso Teramano Il caso alla vigilanza della Regione
TERAMO. La Regione accende i fari sulla difficile situazione di Prati di Tivo e della Gran Sasso Teramano e anche la Provincia potrebbe essere convocata dalla Commissione vigilanza dell’ente. Ieri...
TERAMO. La Regione accende i fari sulla difficile situazione di Prati di Tivo e della Gran Sasso Teramano e anche la Provincia potrebbe essere convocata dalla Commissione vigilanza dell’ente.
Ieri mattina nella sede dell’ente Gabriele Di Natale, liquidatore della Gran Sasso Teramano ( Gts), la società pubblico-privata proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva oggi in liquidazione, è stato in audizione della Commissione vigilanza regionale per discutere, su richiesta dal consigliere regionale Dino Pepe, dell’ avvio del procedimento amministrativo circa la sospensione dell’autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti di risalita in seguito al mancato pagamento dei canoni che spettano all' Asbuc di Pietracamela per l’utilizzo dei terreni su cui sorgono gli impianti. Nel corso della seduta è stata illustrata anche la preoccupante situazione della stazione sciistica che rischia la chiusura se non si trova la copertura al milione e trecentomila euro circa di debiti della Gran Sasso Teramano che rischia il fallimento dopo che i quattro bandi per la vendita in un unico lotto degli impianti dei Prati e di Prato Selva sono andati deserti. Una situazione che ha suscitato l’attenzione della commissione considerato che la Regione è socia della Gts che non ha escluso di procedere in una seconda seduta con la convocazione della Provincia. «Il liquidatore ha esposto la situazione debitoria chiarendo che si darà luogo a una serie di bandi di vendita dei singoli beni», ha dichiarato in una nota il presidente della Commissione Pietro Smargiassi, «operazione a suo dire necessaria per procedere a un ulteriore bando volto all’affidamento della gestione ventennale degli impianti. Il liquidatore ha riferito di un interesse di soggetto privato che intenderebbe rilevare parte delle quote della società, proposta che verrà portata all’attenzione dei soci e non escludo che la tematica torni in discussione in quest’aula, convocando in audizione la Provincia di Teramo, azionista di maggioranza del centro, anche alla luce di alcune dichiarazioni rilasciate dal liquidatore che hanno creato allarme in tutti i commissari».
Adele Di Feliciantonio
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