Grande folla per l’addio ad Arangiaro

Pineto, l’industriale ricordato così dal sindaco Verrocchio: «Le sue aziende hanno seminato ricchezza sfidando la crisi»
PINETO. Tutta Pineto piange il fondatore dell’Aran cucine, don Peppe Arangiaro. Ieri pomeriggio in centinaia tra dipendenti, amici e familiari, hanno assiepato ogni angolo della chiesa di Sant’ Agnese per stringersi attorno a quell’uomo che tutti hanno definito imprenditore di talento ma nello stesso tempo persona tanto umile quanto generosa. La bara è stata scortata dai giovanissimi del Pineto calcio, quella squadra in cui don Peppe aveva creduto diventando presidente onorario. La funzione è stata concelebrata dal parroco don Guido Liberatore e da monsignor Krzysztof Nykiel, reggente della Penitenzieria apostolica del Vaticano, che durante l’omelia ha detto: «Don Peppe è stato un grande signore, l’ho conosciuto nell’arco della mia vita religiosa ben 25 anni fa, ha iniziato a lavorare da piccolo ed ha sfondato nonostante le difficoltà create anche dalla guerra, era un credente che con l’aiuto della sua famiglia ha creato un impero a servizio della sua comunità, diceva sempre: “Voglio che nessuno rimanga disoccupato”».
Presenti alla celebrazione il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, quello di Notaresco Diego Di Bonaventura, il consigliere regionale Luciano Monticelli. Tra le associazioni che si sono strette al dolore della famiglia quella dei commercianti pinetesi e l’associazione di pubblica assistenza Pros Pineto. Il primo cittadino Verrocchio al termine della messa ha voluto ricordare così l’uomo: «Caro Giuseppe, con la tua scomparsa Pineto perde un figlio illustre che ha lottato anche per favorire la nascita di nuovi insediamenti produttivi nel territorio teramano; pur avendo 90 anni avevi la carica di un quarantenne, sei stato sempre al fianco dei giovani, nonostante la crisi le tue aziende hanno seminato sempre ricchezza in città portando il nome dell’Italia nel mondo».
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