Grande Italia, in tanti vogliono la gestione

9 Marzo 2016

A giorni la decisione del giudice sull’esercizio provvisorio. Finora nessun sondaggio per l’acquisto

TERAMO. La fase dell'inventariato dei beni del caffè Grande Italia si è conclusa e già per l'inizio della prossima settimana è attesa una decisione del giudice che ha deciso l'avvio della procedura fallimentare, Giovanni Cirillo, che chiarirà se l'attività potrà riaprire in esercizio provvisorio oppure no. Nel primo caso l'esercizio storico dei portici potrebbe tornare in attività, e con esso anche parte del personale, sotto il controllo del curatore fallimentare. In caso contrario si provvederà ad accertare i passivi della società che gestiva il caffè, la Ftz srl, oltre che definire gli attivi con la valutazione degli asset aziendali, in modo da poter arrivare a stimare il valore dell'azienda e procedere con evidenza pubblica a proposte di gestione o di vendita. A confermare la conclusione della fase di inventariato è proprio il curatore fallimentare Sergio Saccomandi, che ha rimesso al giudice la relazione dopo aver catalogato i beni e che resta in attesa di un pronunciamento sull'esercizio provvisorio. Contestualmente ha fatto richiesta di nomina di un tecnico chiamato a stabilire il valore dell'azienda.

Saccomandi, chiamato a rispondere su eventuali manifestazioni di interesse da parte di cordate o singoli imprenditori, non si è sbilanciato: «In molti si sono fatti avanti per proposte di gestione più che di vendita. Praticamente gran parte dei titolari di bar e pubblici esercizi della città mi hanno avvicinato manifestando interesse ma limitatamente alla gestione dei locali. Non ho percepito particolare interesse invece per l’acquisto, ma entrambe al momento restano soluzioni aperte e che devono passare attraverso procedure di evidenza pubblica. Tuttavia serve ancora del tempo, ma per valutare al meglio la concretezza di quanti manifestano appetiti credo sia più opportuno aspettare di avere le stime e i corrispettivi che verranno fissati. Al momento tutti fanno disamine più o meno azzardate sulla situazione dei debiti e dei crediti. E' meglio aspettare le valutazioni tecniche. Quello che posso dire», ha concluso Saccomandi, «è che valuteremo la soluzione migliore per la città, ma anche tutto ciò che è meglio per i creditori che rappresento e che nutrono aspettative congrue su quanto deve essere loro corrisposto. Conosciamo bene anche le aspettative che nutrono i teramani che rivogliono lo storico caffè sotto i portici, ma è nostra intenzione trovare la giusta sintesi».(m.d.t.)

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