Grande Italia, un bando per la gestione

3 Aprile 2016

Giudice e curatore lo indiranno appena rientrerà la perizia sul valore della società. Più punti a chi riassorbe il personale

TERAMO. Per dare un futuro al caffè Grande Italia, lo storico locale cittadino chiuso per fallimento dallo scorso 22 febbraio, il percorso è tracciato, ed è quello di un bando pubblico per la gestione. È questa la volontà del giudice della sezione fallimentare del tribunale di Teramo Giovanni Cirillo, che due mesi fa ha firmato il decreto di fallimento della Tfz srl, ovvero la società che aveva la maggioranza delle quote dello storico caffè. E in questa direzione sta lavorando il commercialista teramano Sergio Saccomandi, nominato curatore fallimentare dal giudice, che è in attesa della perizia sul valore dell'attività che verrà rimessa presumibilmente in settimana dal perito Paolo De Paoli.

Saccomandi è chiamato nel frattempo a risolvere una serie di problemi in ordine alla proprietà dei due immobili coinvolti nella procedura, quello sotto i portici di "Fumo" e quello di via Badia, oltre che sui leasing stipulati per le attrezzature con gli istituti di credito. Saccomandi cercherà di ricomporre entro la prossima settimana anche la questione che riguarda tutte le autorizzazioni necessarie da parte di Asl, vigili del fuoco e Comune. Per quel che riguarda il nodo dei dipendenti (ne sono rimasti a casa una trentina) il curatore fallimentare ha puntualizzato che il bando non potrà imporre il loro riassorbimento, «tuttavia si cercherà di attribuire punteggi maggiori e premialità che incentivino la riassunzione del personale per chi vorrà aggiudicarsi la gestione». È un provvedimento, quello dell'affidamento in gestione, che dovrebbe costituire solo un passaggio verso la cessione dell'attività in modo tale da chiudere definitivamente la partita con i creditori.

Saccomandi, chiamato infine a commentare le indiscrezioni che circolano su cordate interessate alla gestione in rappresentanza dei vecchi soci, ha ironizzato: «L'unica cordata che mi viene in mente a proposito dei vecchi soci è uno strumento di tortura». Poi, tornando serio: «Stiamo ancora cercando di ricomporre i motivi che hanno condotto al fallimento di questa storica attività. Mi fa piacere che ci sia interesse per la gestione, ma per il momento diffido da chi fa offerte e si propone senza conoscere il potenziale d'azienda, che può essere noto solo dopo che verranno riconsegnati i valori».

Per il momento si sono apertamente dichiarati interessati alla gestione del Grande Italia i titolari del Roxy bar di Porta Madonna e della pasticceria San Marco, riaperta di recente sotto la guida della storica titolare Annalisa Casimirri.

Marianna De Troia

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