Gratteri chiede il rinvio a giudizio per l’ex comandante Naselli

Nell’aula bunker di Rebibbia conclusa la requisitoria dei pm di Catanzaro per 452 imputati Il militare accusato di rivelazione di segreti d’ufficio, per la Cassazione non c’è aggravante mafiosa
GIULIANOVA. Una lunga requisitoria affidata a tre pm per chiedere di processare 452 imputati tra cui l’ex comandante provinciale dei carabinieri, il tenente colonnello Giorgio Naselli. Nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia si rincorrono i nomi e i numeri della maxi inchiesta sulla ’ndrangheta firmata dal procuratoredi Catanzaro Nicola Gratteri. Dopo i giorni riservati alle eccezioni preliminari (tutte respinte), alle costituzioni di parte civile e al deposito di atti dei difensori, l’udienza di ieri davanti al gup Claudio Paris è stata scandita dalla requisitoria della Pubblica accusa con i pm Antonio De Bernardo, Andrea Mancuso e Annamaria Frustaci che hanno confermato la richiesta di rinvio a giudizio per i 452 imputati. Tra questi anche Naselli (assistito dagli avvocati Gennaro Lettieri e Giuseppe Fonte) arrestato nel dicembre dell’anno scorso con le accuse di associazione mafiosa e rivelazione di segreti d’ufficio e scarcerato a luglio dalla Cassazione. Con i giudici della Suprema Corte che, entrando nel merito, hanno eliminato l’aggravante mafiosa contestata da Gratteri. Naselli è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, anch’esso arrestato e considerato dagli inquirenti uomo di fiducia del boss Luigi Mancuso e già a processo con un rito immediato. Accuse che l’ufficiale dei carabinieri ha respinto davanti al Riesame con i magistrati di questo tribunale che, all’epoca, hanno ritenuto insussistenti due ipotesi di reato relativi alla rivelazione del segreto d’ufficio (l’articolo 326 del codice penale ndr) preservando la rivelazione del segreto solo per un procedimento amministrativo all’epoca in corso davanti alla prefettura di Teramo.
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