Gravina porta all’ateneo la coppa degli Europei

8 Dicembre 2021

Il presidente della Figc sul caso Teramo: «Aspettiamo le carte per decidere» Sui Mondiali dice: «La Nazionale deve tornare a essere una squadra speciale»

TERAMO. La coppa vinta dalla nazionale di calcio agli Europei è rimasta esposta fino a ieri pomeriggio all’università. Con essa a Teramo è arrivato un ospite d’onore: il presidente della Figc Gabriele Gravina che ha partecipato al seminario “Dov’è la vittoria? Significati sociali e culturali di un trionfo sportivo” organizzato nell’ambito del master in Comunicazione e politiche dello sport le cui iscrizioni scadono il 20 dicembre.
Una giornata da ricordare, ma soprattutto un momento di confronto e riflessione con il seminario (moderato dal giornalista Roberto Vicaretti) che ha voluto evidenziare i valori dello sport, della cultura, della socialità, dell’appartenenza. Gravina ha donato al rettore Dino Mastrocola la maglietta della nazionale con il numero 10 che subito ha indossato.
Per Gravina quello di ieri è stato un ritorno nell’ateneo dove è stato docente e ha contribuito insieme al compianto rettore Luciano Russi alla formazione nella materia sportiva consacrando il primato dell’università di Teramo in questo settore. «È sempre un’emozione tornare nella mia università e ringrazio della splendida accoglienza», ha detto il presidente della Figc, «con Russi abbiamo cullato il binomio sport e cultura che ha consentito di investire nella formazione della dirigenza sportiva italiana».
Un percorso proseguito negli anni perché come ha sottolineato il delegato allo sport Unite Luigi Mastrangelo «la formazione non è solo l’undici da mandare in campo, ma preparazione anche culturale che permette di arrivare alla vittoria». Gravina alla domanda sul caso dei fratelli Ciaccia, i nuovi patron del Teramo calcio arrestati e scarcerati nel giro di 48 ore nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura romana per truffa, e sul pronunciamento della Figc sul passaggio di proprietà fra l'ex presidente Franco Iachini e gli stessi Ciaccia, ha detto: «Non appena ci mandano i documenti si vedrà perché come sapete ci sono 15 giorni di tempo dal passaggio societario. Una volta arrivati i documenti la commissione si riunisce in tempi rapidi».
E il presidente della Figc così ha risposto sulla domanda fatta per la qualificazione della nazionale ai mondiali: «La nostra nazionale da squadra normale è diventata speciale perché spinta dall’entusiasmo e dalla voglia del Paese di rinascere, di riscoprire il senso di appartenenza. La vittoria dell’11 luglio è un messaggio di speranza e di unione. A Mancini abbiamo chiesto di raccontare una nuova storia, dentro e fuori dal campo, e di consegnarla ai veri protagonisti, i tifosi, e siamo riusciti a trionfare in finale e tre anni prima con una serie di record. Un nuovo umanesimo sportivo avviato nel 2018. L'obiettivo è ora la qualificazione ai mondiali del Quatar per la quale l’Italia dovrà giocare gli spareggi a marzo. Se vogliamo centrare la qualificazione dobbiamo tornare a essere quella squadra speciale e a ritrovare quella spinta che il paese non ci ha fatto mai mancare». Nel corso del seminario il rettore Mastrocola ha ricordato Patrick Zaki nel giorno del suo processo in Egitto e della sua liberazione. Un pensiero è andato anche alla memoria di Giulio Regeni «affinchè si faccia luce sulla sua triste fine». Infine ci si è soffermati sulla situazione odierna. «Il calcio, a tutti i livelli, è oggi responsabilità sociale, valorizzazione, ha dato un segno di speranza al paese e ha recuperato la dignità che ha esaltato la forza dei sentimenti che questa Coppa porta con sé», ha detto Gravina, «ci sono delle criticità come in tutti i settori, ma vive di luci e non di ombre e non deve essere inquinato dalle mistificazioni perché ci sono gli organi di giustizia sportiva e amministrativa che vigilano. Mi piacerebbe che ci si ritrovasse come nella nostra nazionale, con confronto e sacrificio».
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