«Grazie alle maestre mio figlio autistico fa progressi»

Il racconto di una mamma di Roseto: fino ad un anno fa non mi chiamava, lo devo ad una scuola che funziona
ROSETO. «Grazie alle maestre di mio figlio»: mamma Eleonora lo vorrebbe urlare al mondo intero. Perchè suo figlio è un bambino autistico di 4 anni che fino all’anno scorso faceva fatica anche a chiamarla. Oggi mangia a tavola con la sua famiglia, chiama la nonna per andare in bagno, gioca con i suoi amichetti.
La “normalità” di chi insegue un presente e sogna un futuro tra mille difficoltà. Ma quando c’è anche la scuola una famiglia si sente meno sola. Lo sa bene Eleonora Fisotti, giovane mamma di 27 anni che vive a Roseto e che sceglie di raccontare la sua storia con un solo obiettivo: ringraziare pubblicamente l’insegnante di sostegno e le maestre della scuola dell’infanzia di via Veronese facente capo all’istituto comprensivo di via D’Annunzio. Perchè nei tempi di fondi tagliati e genitori costretti ad alzare la voce per iscrivere un figlio con problemi a scuola (il caso di Lanciano (ndr), c’è chi ogni giorno fa vivere i diritti. Come quello di una scuola uguale per tutti. «Io non ho parole per ringraziare la dirigente scolasticaMaria Gabriella Di Domenico, l’insegnante di sostegno Simona, le maestre Piera, Gloria e Rosa», continua Eleonora, «mio figlio ha fatto dei progressi che mai avremmo immaginato. Li ha fatti a scuola seguito dalle insegnanti che sono state bravissime anche nel far capire agli altri bambini la presenza di mio figlio. Perchè io capisco che cosa può capitare. Ma queste insegnanti sono state e sono davvero eccezionali e allora ho pensato di ringraziarle pubblicamente perchè credo che ogni mamma di un bambino autistico dovrebbe avere la fortuna di incontrare maestre così».
Perchè i diritti vivono sei noi li facciamo vivere. E la storia di Roseto, a pochi giorni dalla celebrazione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, lo racconta. «Da mesi sto cercando di inserire mio figlio nelle graduatorie pubbliche per essere ammesso a particolare terapie», continua mamma Eleonora, «ma fino ad oggi non ci sono ancora riuscita. Quindi vedere che l’intervento della scuola ha funzionato davvero benissimo è qualcosa che va fatto conoscere a tutti. Perchè io conosco le difficoltà di gestire un bambino autistico, ma quando ho visto questi miglioramenti ho capito che non sono sola. Ho capito che quando la scuola funziona è un bene per tutti».
Mamma Eleonora si ferma un attimo perchè raccontare emoziona. Lei e nonna Anna, sua madre. Una nonna combattiva, punto di forza. «Ringraziare pubblicamente queste maestre», dice, «è la cosa minima che possiamo fare. Perchè per noi vedere i miglioramenti di mio nipote è stato un tuffo al cuore».
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