Grimi: «Il pienone di agosto è episodico Non si ripeterà»

18 Agosto 2020

Il presidente di Assoturismo sollecita per la provincia azioni  di marketing territoriale come per la costa dei trabocchi

TERAMO. La stagione estiva 2020 è salva, nonostante tutto. Ma il prezzo pagato è altissimo. Pagato dagli operatori turistici teramani per l’assenza di un marketing territoriale, a differenza di altre zone d’Abruzzo.
Di questo è convinto, in sintesi, il presidente provinciale di Assoturismo Confesercenti Gian Luca Grimi che traccia un primo bilancio di una «stagione dalle due facce nella quale abbiamo sperimentato al contempo la salvezza e visto il baratro che ci potrebbe aspettare senza programmatiche azioni future. La salvezza è arrivata grazie alle presenze ottenute in parte dal turismo di prossimità, quindi con scarse possibilità di ripetersi in questi numeri, in parte da quello storicamente fidelizzato, in parte dal lungo raggio nazionale del nord Italia e grazie al bonus vacanze. Tradotto in termini piani: le strutture hanno pienamente attinto al rapporto qualità prezzo che ha si consentito di riempire ad agosto, ma che ha stressato fortemente le già esangui casse e minato sul nascere la capacità di investire e rinnovarsi in assenza di aiuti straordinari e concreti, quando non l'esistenza stessa delle aziende. Abbiamo anche toccato con mano cosa significhi il venir meno della propria vocazione da family coast per abbracciare le fasce “movidare” con un turismo che costa molto in termini di ordine pubblico e lascia a secco il commercio del territorio».
Ma, osserva Grimi, le dinamiche sono in evoluzione e le famiglie, italiane e straniere, si riorganizzeranno e si orienteranno dove reputazione territoriale, servizi e innovazione la faranno da padrone. «La nostra reputazione territoriale? Secca e chiara la risposta: "quindicesimo posto in Italia quella della regione, in discesa anche nella regione stessa quella teramana"», osserva il presidente di Assoturismo, «parliamo quindi delle grandi assenze di questa stagione piuttosto che delle presenze. E il grande assente è il "marketing territoriale". Attenzione, non più assente se comparato con altre regioni ma anche se rapportato alla regione Abruzzo stessa. La costa dei Trabocchi e il Sangritano ci stanno insegnando cosa significhi il marketing territoriale. Dalle infrastrutture come le ciclabili, agli accordi di programma con Sangritana sia per i treni che per i bus turistici, al recente accordo per collegare la Maiella e la costa dei trabocchi, sino all'operazione (ben fatta e dalle prospettive di ricaduta regionali) con il Napoli calcio. Questi non sono che esempi ma testimoniano un fatto: il nostro turismo non può più essere la semplice risultante della bravura degli operatori, della bellezza del territorio interno e delle spiagge sabbiose ma deve fare un passo concreto verso il futuro, il quale, in assenza di marketing territoriale non è più scontato. Urge trovare la sintesi del "chi fa cosa", scegliere cosa fare, e mettere in campo i progetti. Gli anni a venire saranno quelli degli ecosistemi d'impresa, delle competizioni sistemiche tra territori, della capacità di spesa in progetti innovativi».
Grimi prevede che con tutta probabilità la Regione stessa ragionerà in termini di marketing nell'erogazione di aiuti e nella progettazione di bandi: «Ecco che concetti come cooperazione, reti d'impresa, progettazione pubblico privata dovranno essere il nostro pane quotidiano. Già siamo in forte ritardo. Non c'è un secondo da perdere. Enti pubblici e soprattutto associazioni di categoria devono immediatamente prendere in mano la governance del turismo per dare al territorio l'unica prospettiva di sviluppo concreto attualmente perseguibile».
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