Grimi: «La tassa di soggiorno sia uguale per tutti i comuni»

25 Agosto 2018

GIULIANOVA. E’ una richiesta di programmazione e di azione concordata dei Comuni sulla tassa di soggiorno che dovrà essere uguale e garantire maggiori servizi turistici quella che Gianluca Grimi,...

GIULIANOVA. E’ una richiesta di programmazione e di azione concordata dei Comuni sulla tassa di soggiorno che dovrà essere uguale e garantire maggiori servizi turistici quella che Gianluca Grimi, presidente provinciale dell’Assoturismo Confesercenti, fa al termine della stagione balneare. «L'ultimo weekend di agosto per gli operatori non è solo il tempo dei bilanci», scrive in una nota, «è il tempo della programmazione. Per ottobre dovranno essere pronti i nuovi pricing da distribuire ai tour operator e tutto il materiale per la promozione. Dovranno essere pricing e politiche che tengano conto del ritrovato vigore turistico della Grecia, del nord Africa e della prepotente emersione dell'Albania. Tutti nostri competitors diretti. In termini piani, è assolutamente necessario che la situazione imposta di soggiorno sia chiara economicamente e programmaticamente». E specifica: «I comuni che quest'anno hanno introdotto l'imposta (Roseto, Giulianova, Silvi) probabilmente seguiti da altri nel breve, con questo atto si sono presi la forte responsabilità di entrare nelle dinamiche turistiche del comprensorio teramano. Perchè il Teramano è un comprensorio territoriale. Gli unici a non comprenderlo paiono essere i comuni stessi, sempre slegati e mai programmatici a livello territoriale. Nelle dinamiche di un comprensorio è un assurdità che i turisti di strutture di pari livello e pari settori debbano essere diversamente tassati a 10 metri di distanza». Secondo il presidente di Assoturismo, dunque, è fondamentale avviare da subito una programmazione che tenga conto della tassa di soggiorno: «Il 2019 sarà l'anno in cui tutti saranno informati dell'imposta e ne faranno una discriminante oggettiva e concreta in termini di scelta territoriale ed in termini di scelta tra comuni e strutture. E' giunto il tempo, indifferibile, che la politica locale si faccia carico della responsabilità che si è presa entrando a gamba tesa nel settore turistico con l'imposta di soggiorno, e che segua i tempi e le necessità dell'economia reale e non quelli politici». E Grimi lancia un appello agli amministratori comunali: «I sindaci dei sette comuni costieri si devono parlare, confrontare tra loro e poi con le associazioni regionali di categoria così come sosteniamo da sempre. L'imposta si dovrà tradurre concretamente in servizi, infrastrutture, maggiore cura del territorio e piani marketing comunali sinergici con quelli territoriali, e gli operatori dovranno essere in grado di relazionare i clienti di tutto questo. Soprattutto, ciò dovrà essere fatto nelle prossime settimane ed "indipendentemente" dalle dinamiche politiche regionali. L'imposta ha effetti diretti sul territorio e nulla ha a che vedere con la promozione regionale».
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